EDWARD_POV
- Ciao Rose, sono a casa
- Ciao Edward!alla faccia che dovevi tornare già stamani. Vabbhè! Non fa niente, anzi forse è stato meglio. Ho delle buone notizie per te – la cosa non promette nulla di buono, Rose+belle notizie? Ma quando mai –
- Dimmi – il mio tono apatico, la fa scattare come al solito –
- NON FARE IL CANE BASTONATO CON ME, CHIARO? Raggiungimi in agenzia, ti spiego, poi vedrai, mi ringrazierai!!
- Arrivo
Mi attende alla sua scrivania di cristallo, nel suo ufficio. E’ intenta ad esaminare dei bozzetti, elegante nel suo tailleur grigio, tacco 12, capelli raccolti, sempre impeccabile. La sua bellezza intimidirebbe chiunque, ma a me non ha mai attratto. Mio fratello invece era ai suoi piedi nell’istante esatto in cui Jasper ci presentò sua sorella.
A Jas devo molto; per tutto. Per amare mia sorella Alice più della sua vita. Per essere il mio migliore amico anche quando sono lo stronzo odioso che solo lui sa come gestire. Per avermi presentato Rose che mi ha dato un lavoro.
Ancora con la testa china si rivolge a me gesticolando con la mano:
- Siediti
- Mi fai paura quando fai così, Rose
Mi fulmina con i suoi occhi blu come per dire “te lo meriti sempre razza di idiota”,e forse ha anche ragione
- Sentimi bene. Ora ti esporrò il tutto e non voglio essere interrotta, fino alla fine, sono stata chiara?
- Chiarissima – ho già le mani nei capelli per il nervosismo, li torturo come il mio solito, rimarrò calvo prima o poi -
- Quindi! Il tuo immenso e bellissimo culo ti ha portato fortuna; per ora almeno. Ho stipulato un contratto con la “carissima” Tanya che l’ha portata immediatamente, e con non poca difficoltà, sappilo, dall’altro capo del mondo: in Italia, per le sfilate Milanesi e per un photoshoot a Londra.
- Rose io ……
- SHHHH!!
- Scusami – con la mano faccio il gesto di inlucchettarmi le labbra e gettare la chiave
- Dicevo! A quanto mi è parso, qualcosa in te è cambiato. Ho riflettuto e, anche non volendo sapere i tuoi affari, ho capito che la faccenda di “Tanya” ti preoccupa parecchio e mi son sentita di darti una mano, PER ORA! La ragazzina a quanto pare è più furba di quanto sembri. Quando l’ho salutata, prima che partisse stamattina, mi ha fatto capire che la storia non finisce qui. NON voleva partire prima di averti visto, ha minacciato di dare forfait; ma i cavilli contrattuali che avevo imposto non glielo hanno permesso. Quindi preparati tesoro mio che al ritorno, la signorina ripartirà all’attacco di sicuro. Poi io non riuscirò a fare molto, te la risolverai da solo.
- E io …
- SHHHHHHHH!! Non ho finito!!! L’altra cosa è che ho mostrato le tue foto al direttore e la fortuna è dalla nostra parte. Ci hanno colpito molto le foto della spiaggia…
- I tramonti a First Beach sono meravigliosi…
- Non quelle! bellissime certo, ma parlo di quelle con la brunetta. E’ splendida!! e anche a Richard sono piaciute. La ragazza ha il viso che cercavamo per una campagna pubblicitaria e…
- Aspetta! Aspetta! le foto di Isabella?
- Isabella? Bel nome. E’ italiana?
- Che c’entra Isabella, lei non è una modella
- Ah no? E perché l’hai fotografata? Cos’è mi pigli per il culo? A vederla ha tutte le carte in regola per esserlo. Lo sapevi bene che il tuo progetto sarebbe stato valutato!
- Certo, ma per una sorta di mostra fotografica sponsorizzata da ELLE Mag. Non per la ricerca di volti nuovi
- Vuoi stare zitto! Non ho finito! Faremo dei provini con lei per vedere se conviene in un contesto diverso. Lo sai no? Luci, ambiente, trucco.
- Io non credo lei accetterà mai, è molto timida e testarda e…
- OHoohh!! Aspetta, aspetta! È lei la donna che ti ha fatto capitolare? Quella che te lo ha fatto incatenare nei pantaloni? O! mio! dio! Che scoperta! È fantastico, lavorerete meravigliosamente insieme. Dalle appuntamento tra un paio di giorni. Se a Richard va a genio si parte per Parigi! E facciamo il colpo del secolo, ci faremo un nome di tutto rispetto!
- Parigi?! No, aspetta, non correre, cosa dirà Tanya? Lo vorrà lei quel posto
- No, no! Richard è stato chiarissimo, vuole la tua Isabella. Dei capricci della nipote non gli importa un accidenti. Io gli ho pure chiesto il perché non volesse lei, sai cosa mi ha risposto?
- No, sentiamo
- E’ troppo bionda! Sono tutte troppo! O troppo alta, o troppo scura. Ma appena ha visto la tua Isabella? È crollato, credimi. E lo sai che quando si impunta non si riesce a fargli cambiare idea. Intanto la nipote è a Milano; che te ne frega, al massimo se la prenderà con lui. Cogli l’attimo Edward! Sarà un successone e poi potrai mandare a cagare quella piccola opportunista! Avrai la tua carriera, non dovrai più dipendere da me o da nessun altro. E’ una grande occasione. Ci vediamo qui sabato!
- Sabato? No aspetta, c’è il concerto dei MUSE! E vado con Isabella, non posso deluderla.
- Questo lavoro è più importante – ma dalla mia faccia credo di farle veramente pena – Oh signore aiutami! Sei proprio partito! Mi fai quasi paura! Facciamo Domenica, non me ne frega niente se è giorno di riposo, scegli! E soprattutto porta Isabella. Al massimo giovedì si parte per Parigi. Stavamo per mollare il progetto a Vanity Fair ma la tua Bella, ahuaha che ironia, ci ha salvati. Ora vai e non combinare casini. Questa è l’ultima volta che ti paro il culo.
- Grazie! - e l’abbraccio. Per la prima volta in vita nostra la tocco così da vicino. Lei rimane basita, con le braccia lungo il corpo stretta nella mia morsa, rigida. E’ veramente scioccata. Ci siamo mandati spesso a fanculo, la confidenza tra di noi è alta ma mai a livello fisico. Ma ora, non lo so, ma ho avuto desiderio di ringraziarla e me ne esco pure con tre parole che la fanno scoppiare a ridere, ma dolcemente:
- Ti voglio bene
- Che hai detto!? Cazzo Edward, ora si che mi stai spaventando. Devo fare un monumento a questa ragazza che ti ha trasformato. Non vedo l’ora di conoscere questo miracolo personale.
Rose mi aveva tolto dai piedi colei che mi avrebbe rovinato il momento migliore della mia vita. Con l’incontro di Isabella il mio mondo aveva iniziato a girare dal verso giusto, piano, lento ma era un inizio. Non potevo e non posso permettermi di perderla e soprattutto di ferirla. Certo che ora dovrò convincerla a fare un servizio fotografico, circondata da gente che le dice cosa fare; sarà un’impresa farla accettare. Era terrorizzata per quelle poche pose fatte quasi a sua insaputa, sulla spiaggia, solo io e lei. Ma sempre meglio questa impresa che dover soddisfare una ragazzina viziata che mi avrebbe rovinato la vita e il lavoro. Si, Rose ha ragione, ce la faremo e tutto si risolverà.
Chiamo Isabella
………………………………………
Cazzo perché non risponde? Sto quasi per riagganciare …
- Pronto?
- Bella?!?
- No, sono Angela… ciao Cullen
- Ciao Weber! Dov’è Bella, perché rispondi al suo telefono?
- L’ha dimenticato a casa. E’ andata al “Bite Me” per parlare con Mike, sai dovevano chiarire un paio di cose visto gli sviluppi del vostro incontro – è un po’ acida nel dire queste parole ma con una punta di ansia -
- Ma va tutto bene?
- In realtà sono leggermente preoccupata, è da un po’ che è uscita e, va bene la discussione, ma mi sembra un po’ troppo lunga questa storia. Ben è dovuto andare da suo fratello per delle questioni familiari e quindi là non c’è nessuno. E’ tardi e le cameriere sono via da tempo. Stavo per uscire, per andare a prenderla …
- No! lascia stare, vado io Angela. Sono già fuori dalla porta. Te la riporto io Isabella
- Edward? Per favore, conoscendoti almeno un poco, sei già su di giri, stai tranquillo, ti prego… pensa a Bella ok?
- Certo! Non faccio altro ultimamente
- Ma sei davvero tu? Sei strano
- Si, sono io. A dopo
Chiudo la conversazione. Sono già per strada. Il “Bite Me” è praticamente a due passi. Mi accorgo che corro. Mi sale una certa ansia. Se quello stronzo si azzarda solo ad alzare un dito su di lei, potrei non rispondere di me.
Arrivo e la porta è chiusa.
Appoggio la fronte sul vetro e le luci sono spente.
Busso.
Nessuna risposta.
Sbatto i palmi sul vetro fino a farmi male. Chiamo Isabella a gran voce.
Niente!
Provo a cercare l’ingresso sul retro. Di solito le cucine hanno la porta che sbuca sul vicolo. Volto l’angolo e credo di trovarla. E’ socchiusa. La apro piano. E’ buio, ma sento dei rumori dalla cucina. C’è un piccolo corridoio, lo percorro lentamente per non far rumore. Appena però sento dei lamenti dal locale aumento il passo e mi accorgo sempre di più che è Bella che piange.
E non ci vedo più dalla rabbia!
Spalanco la porta senza tanti indugi e vedo quello stronzo su di lei che la tiene bloccata sul tavolo. Lei che scalcia e cerca di svincolarsi da quelle sudice mani che la stanno palpando ovunque. Lo prendo dai capelli. Il biondino è più piccolo di me di ben 20 cm.
- Che cazzo stai facendo eh?! – gli urlo praticamente sulla bocca
- Chi cazzo sei tu amico? Questa è proprietà privata!!
- Come osi solo sfiorarla? – gli do una testata, non sento nemmeno la botta ma lui sanguina dal naso – Chi cazzo sei tu per toccarla EH? DIMMELO! Lei è MIA hai sentito fetido essere? – gli sfondo la faccia sul tavolo, cade a terra lamentandosi e sputando sangue. Raggiungo Isabella che è in uno stato catatonico, non mi guarda nemmeno, lo sguardo perso nel vuoto.
- Isabella? Bella? Tesoro sono io, Edward, guardami… Bella – prendo il suo viso delicatamente nelle mie mani ma con un urlo mi allontana bruscamente
- NON MI TOCCARE!!! NON … Mi … toccare …… - escono quelle sillabe come un soffio, trema e si accascia sul pavimento.
- Sono io Bella, Edward, fidati di me, io non ti farò del male, shhhhh, vieni qui – l’avvicino di nuovo, accarezzo la sua guancia, questa volta riconosce il mio tocco e mi guarda. Gli occhi si riempiono di lacrime, le sue braccia di colpo intorno al mio collo, strette da soffocarmi. La prendo in braccio, le bacio la fronte
- Shhhhhh, amore vieni, ti porto a casa.
- Come?
- Ti porto a casa Bella, tranquilla, sono io
- Lo so Edward, lo so. Non … lasciarmi ti … prego.
- No, tranquilla, andiamo
E nel momento in cui scavalco Mike per uscire di lì, gli piazzo un calcio allo stomaco e lo faccio vomitare.
- Sei fortunato che ora devo pensare a lei, stronzo, ma non finisce qui, la pagherai cara, sappilo. Coglione schifoso. Ti farò chiudere questo posto di merda, te lo assicuro.
Esco con il mio angelo tra le braccia e torno a casa sua. Angela lancia un piccolo urlo nel momento in cui apre la porta. Sta quasi per piangere anche lei. Cerco di rassicurarla. Sta dormendo, la porto nel suo letto. Vado in cucina mentre Angela prepara un po’ di te e mi medica il piccolo taglio sulla fronte, a causa del colpo a Mike e le spiego tutto. Mi ascolta con le mani sulla bocca per trattenere i singhiozzi, è terrorizzata di una ricaduta di Isabella, e lo sono anche io. Dovremo solo aspettare che si svegli. Rassicuro Angela che mi informerò su come farla pagare “legalmente” al bastardo. Le racconto anche del concerto e del progetto per il servizio fotografico e di Parigi. Sembra confusa ma anche felice. E’ sicura che visto lo shock sarà un’impresa convincerla, dato che lo sarebbe stato anche prima, ma mi promette che mi aiuterà. Se riusciamo a partire e ad allontanarla da tutto magari supererà un eventuale trauma.
Lascio Bella nelle mani della sua migliore amica. Faccio promettere ad Angela di farmi sapere ogni singolo movimento e cambiamento di Bella della notte e di chiamarmi appena si sveglierà domattina. Se sarà necessario chiederò a mio padre di visitarla.
- Grazie Edward
- Fidati di me Angela, sono cambiato, sembra impossibile ma è così. Grazie a Bella per me le cose stanno prendendo la giusta piega. Pare che io abbia salvato lei e lei abbia salvato me.
- Ok , lo sto vedendo Edward – sembra convinta, l’ho sempre pensato fosse una ragazza intelligente
- Buona notte.
- Notte
Mi costa parecchio salire fino a casa mia, senza di lei. Lasciarla lì nel suo letto, sconvolta. Ma è meglio così. Sicuramente Angela saprà cosa fare. Al massimo basterà un messaggio e sarò subito da loro.
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CIAO A TUTTE. SICCOME IL CAPITOLO SAREBBE STATO LUNGO, IL POV DI BELLA LO METTERO' AL PROSSIMO. ERO INDECISA SULLO SVOLGERSI DELLA STORIA A QUESTO PUNTO E HO DECISO PER QUESTO PASSAGGIO, SPERO DI NON DELUDERVI! ALLA PROSSIMA!



