giovedì 12 luglio 2012

- Ricominciare - 21


EDWARD_POV

-      Ciao Rose, sono a casa
-      Ciao Edward!alla faccia che dovevi tornare già stamani. Vabbhè! Non fa niente, anzi forse è stato meglio. Ho delle buone notizie per tela cosa non promette nulla di buono, Rose+belle notizie? Ma quando mai –
-       Dimmiil mio tono apatico, la fa scattare come al solito –
-       NON FARE IL CANE BASTONATO CON ME, CHIARO? Raggiungimi in agenzia, ti spiego, poi vedrai, mi ringrazierai!!
-       Arrivo


Mi attende alla sua scrivania di cristallo, nel suo ufficio. E’ intenta ad esaminare dei bozzetti, elegante nel suo tailleur grigio, tacco 12, capelli raccolti, sempre impeccabile. La sua bellezza intimidirebbe chiunque, ma a me non ha mai attratto. Mio fratello invece era ai suoi piedi nell’istante esatto in cui Jasper ci presentò sua sorella.
A Jas devo molto; per tutto. Per amare mia sorella Alice più della sua vita. Per essere il mio migliore amico anche quando sono lo stronzo odioso che solo lui sa come gestire. Per avermi presentato Rose che mi ha dato un lavoro.

Ancora con la testa china si rivolge a me gesticolando con la mano:

-       Siediti
-       Mi fai paura quando fai così, Rose
Mi fulmina con i suoi occhi blu come per dire “te lo meriti sempre razza di idiota”,e forse ha anche ragione
- Sentimi bene. Ora ti esporrò il tutto e non voglio essere interrotta, fino alla fine, sono stata chiara?
-  Chiarissima – ho già le mani nei capelli per il nervosismo, li torturo come il mio solito, rimarrò calvo prima o poi -
- Quindi! Il tuo immenso e bellissimo culo ti ha portato fortuna; per ora almeno. Ho stipulato un contratto con la “carissima” Tanya che l’ha portata immediatamente, e con non poca difficoltà, sappilo, dall’altro capo del mondo: in Italia, per le sfilate Milanesi e per un photoshoot a Londra.
- Rose io ……
- SHHHH!!
- Scusami con la mano faccio il gesto di inlucchettarmi le labbra e gettare la chiave
- Dicevo! A quanto mi è parso, qualcosa in te è cambiato. Ho riflettuto e, anche non volendo sapere i tuoi affari, ho capito che la faccenda di “Tanya” ti preoccupa parecchio e mi son sentita di darti una mano, PER ORA! La ragazzina a quanto pare è più furba di quanto sembri. Quando l’ho salutata, prima che partisse stamattina, mi ha fatto capire che la storia non finisce qui. NON voleva partire prima di averti visto, ha minacciato di dare forfait; ma i cavilli contrattuali che avevo imposto non glielo hanno permesso. Quindi preparati tesoro mio che al ritorno, la signorina ripartirà all’attacco di sicuro. Poi io non riuscirò a fare molto, te la risolverai da solo.
- E io …
- SHHHHHHHH!! Non ho finito!!! L’altra cosa è che ho mostrato le tue foto al direttore e la fortuna è dalla nostra parte. Ci hanno colpito molto le foto della spiaggia…
- I tramonti a First Beach sono meravigliosi…
- Non quelle! bellissime certo, ma parlo di quelle con la brunetta. E’ splendida!! e anche a Richard sono piaciute. La ragazza ha il viso che cercavamo per una campagna pubblicitaria e…
- Aspetta! Aspetta! le foto di Isabella?
- Isabella? Bel nome. E’ italiana?
- Che c’entra Isabella, lei non è una modella
- Ah no? E perché l’hai fotografata? Cos’è mi pigli per il culo? A vederla ha tutte le carte in regola per esserlo. Lo sapevi bene che il tuo progetto sarebbe stato valutato!
- Certo, ma per una sorta di mostra fotografica sponsorizzata da ELLE Mag. Non per la ricerca di volti nuovi
- Vuoi stare zitto! Non ho finito! Faremo dei provini con lei per vedere se conviene in un contesto diverso. Lo sai no? Luci, ambiente, trucco.
-  Io non credo lei accetterà mai, è molto timida e testarda e…
- OHoohh!! Aspetta, aspetta! È lei la donna che ti ha fatto capitolare? Quella che te lo ha fatto incatenare nei pantaloni? O! mio! dio! Che scoperta! È fantastico, lavorerete meravigliosamente insieme. Dalle appuntamento tra un paio di giorni. Se a Richard va a genio si parte per Parigi! E facciamo il colpo del secolo, ci faremo un nome di tutto rispetto!
- Parigi?! No, aspetta, non correre, cosa dirà Tanya? Lo vorrà lei quel posto
- No, no! Richard è stato chiarissimo, vuole la tua Isabella. Dei capricci della nipote non gli importa un accidenti. Io gli ho pure chiesto il perché non volesse lei, sai cosa mi ha risposto?
- No, sentiamo
- E’ troppo bionda! Sono tutte troppo! O troppo alta, o troppo scura. Ma appena ha visto la tua Isabella? È crollato, credimi. E lo sai che quando si impunta non si riesce a fargli cambiare idea. Intanto la nipote è a Milano; che te ne frega, al massimo se la prenderà con lui. Cogli l’attimo Edward! Sarà un successone e poi potrai mandare a cagare quella piccola opportunista! Avrai la tua carriera, non dovrai più dipendere da me o da nessun altro. E’ una grande occasione. Ci vediamo qui sabato!
- Sabato? No aspetta, c’è il concerto dei MUSE! E vado con Isabella, non posso deluderla.
- Questo lavoro è più importantema dalla mia faccia credo di farle veramente penaOh signore aiutami! Sei proprio partito! Mi fai quasi paura! Facciamo Domenica, non me ne frega niente se è giorno di riposo, scegli! E soprattutto porta Isabella. Al massimo giovedì si parte per Parigi. Stavamo per mollare il progetto a Vanity Fair ma la tua Bella, ahuaha che ironia, ci ha salvati. Ora vai e non combinare casini. Questa è l’ultima volta che ti paro il culo.
- Grazie! -  e l’abbraccio. Per la prima volta in vita nostra la tocco così da vicino. Lei rimane basita, con le braccia lungo il corpo stretta nella mia morsa, rigida. E’ veramente scioccata. Ci siamo mandati spesso a fanculo, la confidenza tra di noi è alta ma mai a livello fisico. Ma ora, non lo so, ma ho avuto desiderio di ringraziarla e me ne esco pure con tre parole che la fanno scoppiare a ridere, ma dolcemente:
-  Ti voglio bene
- Che hai detto!? Cazzo Edward, ora si che mi stai spaventando. Devo fare un monumento a questa ragazza che ti ha trasformato. Non vedo l’ora di conoscere questo miracolo personale.

Rose mi aveva tolto dai piedi colei che mi avrebbe rovinato il momento migliore della mia vita. Con l’incontro di Isabella il mio mondo aveva iniziato a girare dal verso giusto, piano, lento ma era un inizio. Non potevo e non posso permettermi di perderla e soprattutto di ferirla. Certo che ora dovrò convincerla a fare un servizio fotografico, circondata da gente che le dice cosa fare; sarà un’impresa farla accettare. Era terrorizzata per quelle poche pose fatte quasi a sua insaputa, sulla spiaggia, solo io e lei. Ma sempre meglio questa impresa che dover soddisfare una ragazzina viziata che mi avrebbe rovinato la vita e il lavoro. Si, Rose ha ragione, ce la faremo e tutto si risolverà.

Chiamo Isabella
………………………………………

Cazzo perché non risponde? Sto quasi per riagganciare …

-       Pronto?
-       Bella?!?
-       No, sono Angela… ciao Cullen
-       Ciao Weber! Dov’è Bella, perché rispondi al suo telefono?
-       L’ha dimenticato a casa. E’ andata al “Bite Me” per parlare con Mike, sai dovevano chiarire un paio di cose visto gli sviluppi del vostro incontroè un po’ acida nel dire queste parole ma con una punta di ansia -
-       Ma va tutto bene?
-       In realtà sono leggermente preoccupata, è da un po’ che è uscita e, va bene la discussione, ma mi sembra un po’ troppo lunga questa storia. Ben è dovuto andare da suo fratello per delle questioni familiari e quindi là non c’è nessuno. E’ tardi e le cameriere sono via da tempo. Stavo per uscire, per andare a prenderla …
-       No! lascia stare, vado io Angela. Sono già fuori dalla porta. Te la riporto io Isabella
-       Edward? Per favore, conoscendoti almeno un poco, sei già su di giri, stai tranquillo, ti prego… pensa a Bella ok?
-       Certo! Non faccio altro ultimamente
-       Ma sei davvero tu? Sei strano
-       Si, sono io. A dopo

Chiudo la conversazione. Sono già per strada. Il “Bite Me” è praticamente a due passi. Mi accorgo che corro. Mi sale una certa ansia. Se quello stronzo si azzarda solo ad alzare un dito su di lei, potrei non rispondere di me.

Arrivo e la porta è chiusa.
Appoggio la fronte sul vetro e le luci sono spente.
Busso.
Nessuna risposta.
Sbatto i palmi sul vetro fino a farmi male. Chiamo Isabella a gran voce.
Niente!
Provo a cercare l’ingresso sul retro. Di solito le cucine hanno la porta che sbuca sul vicolo. Volto l’angolo e credo di trovarla. E’ socchiusa. La apro piano. E’ buio, ma sento dei rumori dalla cucina. C’è un piccolo corridoio, lo percorro lentamente per non far rumore. Appena però sento dei lamenti dal locale aumento il passo e mi accorgo sempre di più che è Bella che piange.

E non ci vedo più dalla rabbia!
 Spalanco la porta senza tanti indugi e vedo quello stronzo su di lei che la tiene bloccata sul tavolo. Lei che scalcia e cerca di svincolarsi da quelle sudice mani che la stanno palpando ovunque. Lo prendo dai capelli. Il biondino è più piccolo di me di ben 20 cm.

-       Che cazzo stai facendo eh?! – gli urlo praticamente sulla bocca
-       Chi cazzo sei tu amico? Questa è proprietà privata!!
-       Come osi solo sfiorarla?gli do una testata, non sento nemmeno la botta ma lui sanguina dal nasoChi cazzo sei tu per toccarla EH? DIMMELO! Lei è MIA hai sentito fetido essere?gli sfondo la faccia sul tavolo, cade a terra lamentandosi e sputando sangue. Raggiungo Isabella che è in uno stato catatonico, non mi guarda nemmeno, lo sguardo perso nel vuoto.
-       Isabella? Bella? Tesoro sono io, Edward, guardami… Bella prendo il suo viso delicatamente nelle mie mani ma con un urlo mi allontana bruscamente
-       NON MI TOCCARE!!! NON … Mi … toccare …… - escono quelle sillabe come un soffio, trema e si accascia sul pavimento.
-       Sono io Bella, Edward, fidati di me, io non ti farò del male, shhhhh, vieni quil’avvicino di nuovo, accarezzo la sua guancia, questa volta riconosce il mio tocco e mi guarda. Gli occhi si riempiono di lacrime, le sue braccia di colpo intorno al mio collo, strette da soffocarmi. La prendo in braccio, le bacio la fronte
-       Shhhhhh, amore vieni, ti porto a casa.
-       Come?
-       Ti porto a casa Bella, tranquilla, sono io
-       Lo so Edward, lo so. Non … lasciarmi ti … prego.
-       No, tranquilla, andiamo

E nel momento in cui scavalco Mike per uscire di lì, gli piazzo un calcio allo stomaco e lo faccio vomitare.

-       Sei fortunato che ora devo pensare a lei, stronzo, ma non finisce qui, la pagherai cara, sappilo. Coglione schifoso. Ti farò chiudere questo posto di merda, te lo assicuro.

Esco con il mio angelo tra le braccia e torno a casa sua. Angela lancia un piccolo urlo nel momento in cui apre la porta. Sta quasi per piangere anche lei. Cerco di rassicurarla. Sta dormendo, la porto nel suo letto. Vado in cucina mentre Angela prepara un po’ di te e mi medica il piccolo taglio sulla fronte, a causa del colpo a Mike e le spiego tutto. Mi ascolta con le mani sulla bocca per trattenere i singhiozzi, è terrorizzata di una ricaduta di Isabella, e lo sono anche io. Dovremo solo aspettare che si svegli. Rassicuro Angela che mi informerò su come farla pagare “legalmente” al bastardo. Le racconto anche del concerto e del progetto per il servizio fotografico e di Parigi. Sembra confusa ma anche felice. E’ sicura che visto lo shock sarà un’impresa convincerla, dato che lo sarebbe stato anche prima, ma mi promette che mi aiuterà. Se riusciamo a partire e ad allontanarla da tutto magari supererà un eventuale trauma.

Lascio Bella nelle mani della sua migliore amica. Faccio promettere ad Angela di farmi sapere ogni singolo movimento e cambiamento di Bella della notte e di chiamarmi appena si sveglierà domattina. Se sarà necessario chiederò a mio padre di visitarla.

-       Grazie Edward
-       Fidati di me Angela, sono cambiato, sembra impossibile ma è così. Grazie a Bella per me le cose stanno prendendo la giusta piega. Pare che io abbia salvato lei e lei abbia salvato me.
-       Ok , lo sto vedendo Edward – sembra convinta, l’ho sempre pensato fosse una ragazza intelligente
-       Buona notte.
-       Notte

Mi costa parecchio salire fino a casa mia, senza di lei. Lasciarla lì nel suo letto, sconvolta. Ma è meglio così. Sicuramente Angela saprà cosa fare. Al massimo basterà un messaggio e sarò subito da loro.

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CIAO A TUTTE. SICCOME IL CAPITOLO SAREBBE STATO LUNGO, IL POV DI BELLA LO METTERO' AL PROSSIMO. ERO INDECISA SULLO SVOLGERSI DELLA STORIA A QUESTO PUNTO E HO DECISO PER QUESTO PASSAGGIO, SPERO DI NON DELUDERVI! ALLA PROSSIMA!

mercoledì 4 luglio 2012

- Arrivederci - 20


EdwardPOV ********

E’ inevitabile.
I miei pantaloni tirano, tornare in sella alla moto è stata una tortura di prim’ordine. Non riesco a placare la mia erezione, tutta colpa di Isabella. Lei avrebbe voluto soddisfare anche me ma è stato meglio così. Non è pronta e nemmeno io lo sono. Ho il terrore di non riuscire a fermarmi se lei me lo chiedesse anche se è la cosa che desidero di più: averla in tutti i modi possibili.

Vado direttamente a letto. Ho l’odore di lei addosso, non voglio lavarlo via, voglio mi accompagni nel sonno. Sulle mie dite ancora il suo sapore, inspiro profondamente e non faccio che innalzare la mia bandiera. Il mio cazzo spinge, fa male e non resisto, se voglio dormire devo far qualcosa.
Chiudo gli occhi, la stanza è buia, illuminata solo dalla luce che filtra dalle vetrate di casa.
Immagino Isabella che finisce di sbottonarmi i jeans, me li fa scorrere lungo le gambe. Prende l’elastico del mio intimo e lentamente lo toglie lasciandomi esposto a lei, alle sue mani.
Non devo lavorare molto, bastano pochi movimenti e vengo nella mia mano. Sento lo sperma colarmi tra le dita, scivolarmi tra le gambe e finire sul letto. Fa niente. Mi giro di fianco, mi pulisco e rimango così, senza rivestirmi a pensare a lei e mi addormento.

Il mattino non è meglio della sera precedente. Sono coperto solo dal lenzuolo, sono di schiena. Credo di averla sognata visto lo spettacolo che mi si presenta quando socchiudo gli occhi. Il lenzuolo sembra trasformato in una tenda canadese da quanto è alzato.
Bene!
Vado in bagno, meglio fare la doccia. Ho detto a Bella che sarei passato a prenderla ma avevo detto anche a Rose che sarei partito per Seattle per risolvere con Tanya.
Devo scegliere?
Scelgo Isabella! Ora non mi va di pensare, fanculo il lavoro, fanculo Rose, fanculo tutti. Ora voglio lei, il suo calore, le sue mani tra i capelli, i suoi sussurri sconnessi quando la tocco, quando la bacio. Partirò nel pomeriggio.

Le sue mani ……

La sua bocca……

Il suo sospiro……

Cazzo! Vengo abbondantemente sul mosaico della mia doccia. Ho il fiato corto. Spero che lo sfogo mi aiuti a mantenere la calma oggi anche se conoscendomi non lo sarò per niente.

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Moto, casco e Isabella dietro, aggrappata a me, stretta.
Accellero…… quarta…….quinta……..sesta……. un tratto di strada dritto, lo sfrutto, lei sempre più attaccata. L’ aria ci schiaccia, spinge, adrenalina, velocità. Sento lei dietro che grida “ oooooohoooooooooo!! VAIIIIIII! È stupendo!!” .
Sorrido e le accarezzo con la mano la sua su di me. Intrecciamo le dita, un attimo solo, perfetto. Rimetto le mani apposto, curvo, destra, sinistra e siamo arrivati. Accosto.

-          Dove siamo?-
-          Ora vedrai…. È un mio posto segreto. Dobbiamo andare a piedi però, ti va? – le chiedo
-          Si, andiamo-.

Lasciamo la moto a bordo strada. Ci inoltriamo per un piccolo sentiero che a vista di chiunque altro non riconoscerebbero come tale. Nel bosco tutto sembra magico, la luce, l’aria, i colori. Isabella è bellissima anche con i capelli arruffati per il viaggio.

Dopo 15 minuti di cammino arriviamo. E’ la mia radura preferita; isolata, silenziosa, unica. E’ fiorita visto il periodo. Il cielo è leggermente velato ma si sta bene.

-          WOW – è incantata, a bocca aperta – Edward ma è fantastico! Non sapevo ci fosse un posto così qui a Forks-
-          Ti piace? Un altro posticino in cui adoravo rifugiarmi-
-          E’ perfetto!-
-          Come te! – eccolo il mio angelo arrossire, le guance infuocate, sguardo basso, non posso non farlo….. la bacio all’improvviso. Intensamente e profondamente. L’attiro a me, la blocco col braccio sulla schiena. Lancia un gridolino dalla sorpresa. Si aggrappa al mio collo, si alza sulle punte, la sollevo e rimaniamo così, incollati. La cullo….  il nostro bacio è diventato leggero, le lascio baci sul viso, sulla fronte….lei ride. Vorrei rimanere qui per sempre


-          E’ la nostra radura Bella, questo posto è solo per noi due-
-          Mi piace!-

Passiamo non so quanti minuti così, abbracciati, senza dir nulla.
Ad un tratto mi tira, perdo l’equilibrio e ci ritroviamo col culo per terra.

-          Bella!!! ma che fai??-
-          Niente ahahah!!-
-          Sei tutta matta-
-          No Edward, sono felice!-

Si blocca il mondo intorno a me. Per un attimo credo tutto sia perfetto. Lei è felice…. Io sono felice.

-          Edward, domani torno a Forks. Devo sistemare un po’ di questioni in sospeso a casa e con Mike-
-          Chi cazzo è Mike?-
-          Ricordi il ragazzo biondo che mi ha accompagnata al matrimonio? Il mio capo…-
-          C’è qualcosa tra voi?-
-          Cosa? No! Si.. no…. Insomma io credo che lui…. Si insomma possa….io credevo che -  farfuglia frasi senza senso e mi sto innervosendo
-          E’ il tuo capo o il tuo ragazzo, spiegati Bella! – il mio tono è brusco e maleducato
-          Non è il mio ragazzo, io non ho un ragazzo da una vita intera. Siamo amici, anzi eravamo amici credo sia più corretto. Penso sia arrabbiato con me per come mi sono comportata, non so nemmeno se avrò ancora un lavoro al mio rientro domani…..-
-          Lui non ti deve toccare siamo intesi?-
-          No, certo che no. Non ci siamo nemmeno mai baciati-
-          Lo volevi baciare!!-
-          NO! Edward! Basta! Che ti prende!-
-          Niente!-
-          Sei geloso?-
-          COSA?! Finiscila-
-          Sei geloso!! – mi accarezza il viso e mi fa voltare verso di lei, resisto, mi irrigidisco, non voglio, mi da fastidio pensare qualcuno che abbia solo il minimo pensiero, buono o cattivo, di sfiorarla. Si avvicina all’orecchio, mi solletica con le labbra mentre mi dice piano … tu sei geloso Edward    Cullen“, e mi bacia il lobo dell’orecchio. E’ così sensuale, lei non lo capisce. Mi accende come dinamite.

L’attiro su di me, i nostri fianchi si toccano e si tocca pure qualcos’altro. Lei cercando di sistemarsi al meglio si sfrega sulla mia già incalzante eccitazione. Si siede dritta e mi guarda maliziosa alzando un sopracciglio. Scende lentamente strisciando i palmi delle sue mani sul petto fino a raggiungermi sul viso. Io non mi trattengo e un ringhio mi sale fino in gola, sono serio e accaldato. L’artiglio per i fianchi morbidi e spingo su di lei. Anche a lei scappa un gemito, apre la bocca, il suo profumo mi inonda, lo respiro tutto come per poterlo portare con me nel momento che dovremmo dirci arrivederci. Siamo a pochi millimetri. Mi soffia sulle labbra, mi traccia con la lingua il contorno della bocca e in fine mi succhia il labbro superiore e non di meno è il trattamento per quello inferiore

-          Mmmmm sai di liquirizia e menta. Mi piace-
-          Cazzo Bella, io cerco di fare il bravo e tu …..-
-          Io cosa? -
-          Tu mi ecciti da morire, lo faresti anche restando immobile e dentro un sacco di juta. Mi lecchi e mi baci così, come posso trattenermi-
-          Non lo fare….. ieri notte ho sognato tutto ciò che mi hai fatto con le tue mani e la tua bocca e molto di più…. Mi sono svegliata tutta…-
-          Shhhhhh smettila….-
-          Edward ti desidero-
-          Anch’io Bella ma non ora…. È presto. Starti lontano mi costa un certo sforzo…. Anzi un notevole sforzo, tu non sai nemmeno quanto sia difficile per me.-
-          Ma io ti voglio, sono pronta, mi sento tranquilla-
-          Dammi retta-
-          Tu non mi vuoi? Forse non credi che sia all’altezza delle tue …-
-          Non dirlo-
-          Lo ammetto, non so nulla di cosa si debba fare per far impazzire un uomo…-
-          Basta, tu mi fai impazzire anche così, non oso immaginare che mi faresti provare se noi due facessimo…..-
-          Sesso?-
-          Oh cristo Bella…. -  perdo il controllo, sono sopra di lei, le slaccio i jeans e infilo la mano tra le sue gambe, è bagnata cazzo, all’inverosimile, supero la barriera delle sue mutandine e nel frattempo ci baciamo freneticamente, lei respira affannosamente, dalla sua bocca sussurra il mio nome e tanti “si” …. Entro in lei col medio e l’anulare e lei geme forte. Rimango in lei per un po’, è calda e morbida.
     Mi inginocchio e sbottono i miei di jeans, li calo fino alle ginocchia, sfilo i suoi.     La guardo e lei non molla il mio sguardo, non cede, non mi ferma. Mi appoggio su di lei e le sue mani arrivano ai miei boxer, mi tocca. Grido quasi dal piacere del suo leggero tocco, lo sguardo di Bella velato dal piacere e dall’emozione di quello che sente. Spingo su di lei a ritmo accelerato , lei mi sta per abbassare l’ elastico….
-          Aspetta Bella….ASPETTA! no-
-          Perché?-
-          Non voglio che accada così, meriti di più, voglio darti di meglio-
-          Ti prego Edward ti voglio, sono sicura, guardami non tremo più, l’ho sognato stanotte è stato magnifico.-
-          Ti voglio più di ogni altra cosa Isabella ma non qui, così, e guardami, sono stato indelicato, stavo per….-
-          Edward, non mi hai fatto male anzi …..
-          Ti prometto che quando ci rivedremo a Seattle faremo tutto ciò che vuoi… - e purtroppo ricordo il mio schifoso impegno a cui devo assolvere
-          A Seattle?-
-          Si, io parto oggi pomeriggio, devo risolvere un problema di lavoro-
-          Ah….-
-          Ti prego promettimi che mi crederai qualunque cosa accada! Ricordati che ora sei la cosa più importante per me-
-          Cosa dovrebbe accadere?-
-          Niente-
-          Ti rivedrò vero? -
-          Si..-
-          Ho paura che svanirai, ho la sensazione che scomparirai……-
-          Te lo prometto Bella,  ma tu promettimi che ti fiderai di me-
-          Te lo prometto-

Ci rivestiamo, ma rimaniamo ancora sdraiati sull’erba, tra i fiori. Guardiamo le nuvole.

-          Vorrei proprio sapere come cavolo ho fatto a non averti mai incontrato prima…. Non parlo tanto di Seattle ma anche qui, com’è possibile Edward?-
-          Bella, tu venivi qui d’estate, io e la mia famiglia andavamo in vacanza a Miami, abbiamo amici laggiù. Tu sei arrivata all’ultimo anno dopo un mese dall’inizio del semestre giusto?-
-          Si, esatto-
-          Io ero stato appena espulso e la mia famiglia esasperata ha deciso di ritirarmi e farmi studiare a casa. Alice non voleva più andare a scuola senza di me e abbiamo deciso di andare a Seattle e cambiare liceo. Mia madre Esme ha pensato di allargare il suo studio e in una città come Seattle avrebbe avuto più possibilità di lavoro. Mio padre aveva già lo studio medico lì e non ebbe difficoltà.-
-          Aspetta! il “ Cullen & Hale Madical”?-
-          Si, esatto-
-          Dove lavora Angela-
-          Non lo sapevo-
-          Il dott. Hale ha seguito in terapia mia madre tempo fa-
-          Il padre di Rose e Jasper-
-          Incredibile-
-          Bella? La settimana prossima Emmett mi può far entrare al concerto dei MUSE, vuoi venire con me? -  io che vado ad un concerto in mezzo alla folla, sono impazzito? Ma non resisto a chiederglielo e ho fatto bene visto la sua reazione
-          STAI SCHERZANDO? Perché è tutto esaurito da mesi e io è una vita che voglio andarci!!!!-
-          No, non scherzo….. allora?
-          ALLORA?!?! Allora Siiiiii! – mi assale letteralmente e mi bacia ovunque intervallata da “grazie” e “si” e “è stupendo”
-          Isabella! Mi soffochi…. Ho capitommfff …. Sei felicemmmfff… - se non smette di baciarmi la possiedo sull’erba selvaggiamente e stavolta non mi fermo  
-          Scusa, quando?-
-          Sabato prossimo, ti mando un messaggio per l’orario – diventa seria
-          Vuoi dire che non ti vedrò più fino a sabato?-
-          Ti chiamo domani sera, ho da fare in agenzia da Rose per del lavoro e non so quanto mi terrà occupato e avrò dei giorni d’inferno dopo questa breve pausa, non posso permettermi distrazioni-
-          Sono solo una banale distrazione per te?-
-          La mia più grossa distrazione e ….. se solo varchi la soglia di casa mia posso giurare che non ne usciremmo più per giorni-
-          Mmmmhh mi piace come idea-
-          Mmmmhh anche a me…. Ma a tempo debito, con te voglio sia tutto perfetto. Ora meglio rientrare, devo proprio mettermi in viaggio-
-          No – fa il broncio, sembra una bambina
-          Si invece, credi che ne sia felice? Rimarrei qui a vita, con te-

La riaccompagno a casa. Ci baciamo a lungo sotto il portico, sembriamo due adolescenti. Non ci siamo staccati un attimo dal momento che abbiamo tolto i caschi. Abbiamo camminato alla cieca fino all’ ingresso.

-          Mmm_Bella…. Tuo padre….-
-          Mmm_non c’è-
-          Mmm_i vicini …-.
-          Mmm_fanculo i vicini-
-          Mmm_se tuo padre lo viene a sapere-
-          Mmm_sono grande e vaccinata, lo affronterò-
-          Mmm_io sarò morto-
-          Shhhh baciami e sta zitto-
-          Angelo, anzi in questo momento diavoletto tentatore direi, devo andare, sul serio-
-          Ok -
-          Ti chiamo domani sera-
-          Ok-

Rimetto il casco la guardo l’ultima volta ,ci scambiamo un sorriso, è radiosa.  Torno a casa, preparo lo zaino e torno verso Seattle con un peso sul cuore e nell’anima.

La deluderò….. le farò del male, ho una paura fottuta!