mercoledì 30 maggio 2012

- First Beach - 14



Eccomi qui. Abbracciata a lui su una moto a tutta velocità verso…. non lo so e non mi interessa. La ragione dovrebbe suggerirmi di tornare indietro. Invece è esattamente dove voglio stare. E’ praticamente uno sconosciuto ma mi fido di lui. E’ veramente un controsenso con tutti i miei principi, che, appena ho riaperto gli occhi in quella casa, si sono sciolti come neve al sole.

E’ sempre stato tutto così difficile per me in questi ultimi anni, come se mancasse sempre qualcosa …. o qualcuno. Il pezzo di un puzzle che non trovavo ma che forse il destino mi teneva solo nascosto. 
Forse sono impazzita. Ma ormai sono qui. Se ho sbagliato, pagherò.

Ripenso a quello che è appena successo a villa Cullen e mi piange il cuore.
Alla faccia di Mike quando gli ho detto che me ne sarei andata ma che non lo avrei voluto con me. Era arrabbiato, offeso. Non sono mai stata totalmente sincera con lui. Non gli ho mai raccontato tutto del mio passato e del mio comportamento anomalo nei suoi confronti e degli altri. Se mi vorrà parlare ancora gli spiegherò tutto.
Ero convinta che con lui avrei ricominciato, ma una piccola parte di me mi metteva ancora il freno.
Forse perderò il lavoro.
Forse Jessica esulterà.
Voglio molto bene a Mike, lui è stato sempre paziente e gentile ma non è stato abbastanza. Lui non è il pezzo mancante, altrimenti ci saremmo incastrati perfettamente al primo incontro, lo capisco solo ora.

Ripenso all’espressione incredula di Angela e Ben quando ho spiegato che non sarei andata via da sola, che sarei andata con Edward. Almeno con loro dovevo essere sincera e qualcuno doveva sapere con chi ero esattamente.
Angela era spaventata. Mi ha detto di non andare, che non mi devo fidare di lui. Lei lo conosce. Le ho sempre dato retta su tutto. Ma questa volta no…. non posso.

Devo andare.

A mio padre ho spiegato che sarei andata a fare una passeggiata e di aspettarmi a casa. Sono stata convincente perché non ha fatto domande. Mi ha solo chiesto di mandargli qualche messaggio a intervalli regolari in modo da sapere che stessi bene.
Gli ho detto che sarei andata con amici e non sola.
Lo so che è sbagliato ma non potevo dirgli la verità, mi avrebbe ammanettato al furgone e buttato la chiave. Avrebbe avuto ragione, dopo tutto quello che successe tempo fa.
Ho mentito.

Ma devo andare.

Credo di essere sotto l’effetto di un incantesimo perché sto commettendo una serie di azioni che non avrei mai e poi mai fatto…. fino a qualche ora fa.

La mia testa si sta affollando di paure, certezze, incognite, sicurezze. Un’ordinata confusione che ora ha un nome: Edward.
E’ assurdo, nulla sembra reale. Tutto è una contraddizione. Lui non sembra reale. Invece è proprio davanti a me…. Lo posso sentire.

Cominciamo a rallentare, siamo quasi arrivati, posso vedere la spiaggia. Ormai è quasi tardo pomeriggio e puntualmente arrivano le nuvole. Mi sembrava strano che Forks avesse una giornata piena di sole fino a sera.
Anche dentro di me sento spuntare qualche ombra. Il mio cervello è in continua macchinazione e ora sta cercando di convincersi che forse abbiamo corso un po’ troppo. Non tanto con la moto ma tra noi due. Il buon senso vuole prevalere, il mio istinto pure. Battaglia ad armi pari.

Siamo fermi ora. Scendo. Le sue mani delicate mi sganciano il casco e me lo sfilano. I miei capelli spettinati ricadono sulle spalle. Lui li sistema dolcemente. Io non ho il coraggio ora di guardarlo. Finirei per non staccarmi più da lui. Sembra leggere i miei pensieri e con  l’indice mi solleva il mento. Lui è molto più alto di me, con la testa gli arrivo al cuore.

-          Guardami Bella, ti prego …

Non posso che immergermi in quel profondo cielo. Quando lo guardo mi perdo in lui, inevitabilmente. Anche mentre suonava il pianoforte, appena ci siamo ritrovati, il disagio che provavo vicino a Mike è scomparso. C’era solo lui. Lui non mi ha abbandonato per un attimo…. Sembrava suonasse solo per me. La musica, i suoi occhi, tutto era così intenso che ho trattenuto a stento le lacrime ma di felicità. Non sono mai stata così bene in vita mia. Il colpo di fulmine l’ho sempre ritenuto un’idiozia e invece….. eccomi qui.
-          A cosa pensi….
-          A tutto e a niente
-          Stai bene?
-          Si …. Mai stata meglio.
-          I tuoi occhi sembrano dire il contrario…. Hai paura di me?
-          Non lo so. Dovrei?
-          Forse…. Ti giuro Bella, non so cosa mi stia succedendo, di solito non mi comporto così, ma con te è …
-          … è come se ci conoscessimo da sempre?
-          Esatto. Non riesco a stare lontano da te neanche un attimo. E’ assurdo lo so.
-          E’ lo stesso anche per me, Edward.

Siamo praticamente a pochi centimetri. Le sue braccia mi circondano, le sue mani sono aperte sulla mia schiena, sono così grandi che sfiorano il mio sedere. Ho i brividi in tutto il corpo.

-          Bella non resisto più io…..
e le sue labbra sfiorano le mie
- ho bisogno di …..
un altro bacio leggero sul mio labbro superiore. Le mie braccia sul suo petto….
     - ho voglia di ….
mi bacia il labbro inferiore…. La sua bocca è morbida come l’avevo immaginata
- baciarti …
un altro bacio ancora e questa volta apro un po’ di più la bocca per poterlo baciare anche io.
Lo accarezzo impercettibilmente e salgo verso le sue spalle fino a sfiorargli i capelli dietro il collo. Sento il suo cuore accelerare come il suo respiro.

A me invece manca l’aria. Per la prima volta dopo un tempo che mi sembra un’eternità, baciare un uomo non è mai stato così semplice…. e giusto…. E profondamente bello.

Una sua mano sale verso il mio collo, si infila nei capelli dietro la nuca e mi invita ad approfondire il nostro contatto.  Sento la sua lingua sfiorare i miei denti.
La mano che era sulla schiena ora tocca la pelle rimasta scoperta dalla maglietta ed è come fuoco, brucia. Lo lascio entrare. Le nostre lingue si incontrano, si conoscono, si accarezzano. Una danza troppo tempo abbandonata, mi è mancata da morire, ma mi spaventava così tanto. Ora invece sembra tutto così naturale. Ci separiamo per prendere aria. Ci accarezziamo naso contro naso, ci respiriamo. Ha un profumo così buono. Mi manca già il suo sapore.

-          Edward ….
-          Cosa? Vuoi che smetta?
-          No…. Ti prego…. Baciami…baciami ancora.

E mentre glielo dico lui mi lascia una scia di baci bagnati sulla guancia, giù verso il collo per poi risalire con la lingua di nuovo fino alla mia bocca ed esaudire la mia preghiera.

-          Sei così buona, Isabella….

Nelle vene mi scorre lava e non più sangue. Non mi sono mai sentita così desiderata ed eccitata. Il mio fisico, la mia mente rifiutavano sempre tutto questo, fin dal primo contatto con chiunque, ma con lui è diverso. Non me lo so spiegare.
Sento che anche per lui è la stessa cosa, sento la sua eccitazione sullo stomaco.
Diventiamo una cosa sola. Le nostre bocche unite, legate da un bacio profondo. Mi accarezza il palato, i denti. Le nostre mani sfiorano, tirano, esplorano, si toccano, si intrecciano.
Non so per quanto ci baciamo. Intorno a noi il rumore dell’acqua sulla spiaggia e i nostri respiri.
Veniamo interrotti da piccole gocce di pioggia che cadono lievi. Guardiamo tutte e due in alto. Tipico di Forks.

-          Forse è meglio rientrare – gli dico
-          No… (bacio) ormai è troppo tardi…. (bacio) In moto è pericoloso su queste strade mentre piove… (bacio).Vieni, conosco un posto dove possiamo ripararci (bacio) e intanto aspettiamo che passi.
-          Va bene  (bacio)

Ci dirigiamo verso la scogliera. Non vedo dove ci si possa riparare e invece, appena nascosta da un albero, c’è una piccola rientranza.

-          Ci venivo sempre da piccolo….. per pensare e stare solo, vieni

Ci accoccoliamo vicini, lo spazio è poco. Inevitabilmente ci siamo bagnati e ho un po’ freddo. Lui cerca di scaldarmi.

-          Edward?
-          Si?
-          Sto sognando?
-          No…. Perché?
-          Prometti di non ridere?
-          Ok…promesso
-          Credo di averti incontrato nei miei sogni qualche notte fa…si, insomma non ti ho visto in faccia ma ti sentivo vicino…. La stessa sensazione che provo ora. E la tua voce…. Ho sognato la tua voce. Ma non ci conoscevamo…è così strano e assurdo.
-          Davvero? Ne sei sicura?
-          Si…sicurissima. E la cosa mi spaventa. E’ tutto surreale.
-          Il destino gioca strani scherzi. Ma com’è possibile che non ci siamo mai incontrati qui a Forks. Hai fatto il liceo qui? Sei la figlia di Charlie, no?
-          Si. Ma solo l’ultimo anno….la mia è una storia un po’ complicata
-          Anche la mia. Ti va di raccontarmi qualcosa di te?
-          Se tu racconterai un po’ della tua a me
-          Non credo sia una buona idea
-          …. Mi sono fidata di te, vorrei ti fidassi tu di me, ora. Ti ascolto. Voglio conoscerti Edward
-          E io voglio te Bella….. – accarezzo con due dita la sua bocca…la schiude leggermente, mi bacia le dita. La sua bocca sulla mia, di nuovo, calda e avvolgente, delicata, un altro bacio, e un altro ancora…. Lo fermo.
-          Raccontami di te – un leggero sorriso sul suo volto
-          Va bene
 

venerdì 18 maggio 2012

- Io e lei - EdwardPOV - 13


Siamo qui, solo io e lei.
Dopo il suo “sì” rimaniamo comunque immobili. Nessuno dei due accenna a muoversi. Poi lei ha come un brivido, sembra dispiaciuta e preoccupata. Mi guarda con più intensità…

-          scusami – lo sussurra appena – non posso, non sono sola
-          Vieni via con me…. Ti prego
-          Io….. i… io….
Le accarezzo dolcemente il viso, col pollice le asciugo una piccola lacrima.
-          Ti prego…. -  la mia fronte appoggiata alla sua, il suo profumo inondarmi come una droga … la sto implorando, non sopporterei un rifiuto
-          Non so nemmeno chi sei…
-          A questo rimediamo subito. Sono Edward….Edward Cullen… tu?
-          Isabella Swan
-          La figlia del capo Swan? Di Forks?
-          Esatto…. Sei il fratello di Alice?
-          Si…. Ti basta?
-          Cr…credo di sì

Il nostro mondo, in cui siamo sprofondati in questi ultimi minuti, viene rovinato dall’ennesima entrata di mia sorella. “La mia punizione”…. suonare il pianoforte per gli sposi.
Poi giuro che me ne vado.
Alice come è entrata se ne và, senza far domande.

-          Devo farlo….mia sorella è alquanto insistente su certe cose, non posso evitarlo. Mi aspetterai? – lo dico a bassa voce, siamo talmente vicini che basterebbe un soffio.
-          Sono con amici, se me ne vado li dovrò avvertire, e devo avvertire anche mio padre altrimenti avremmo la polizia che ci ricerca dopo pochi secondi. E poi vorrei cambiarmi, non sopporto più questo vestito… ho un cambio nel furgone e….
-          Sei splendida così – il suo viso si colora di un rosa acceso, l’ho imbarazzata. Cazzo è favolosa, non so se resisterò ancora a lungo senza darle almeno un bacio – Isabella?
-          Sì?
-          Cambiati, io faccio il mio pezzo e poi ti porto via con me
-          Ok …
-          Ti piacciono le moto?
-         
-          Allora preparati piccola! Tra mezz’ora al garage.
-          A dopo – e mentre lo dice è già fuori e si dirige verso il ricevimento. Quando esco dall’ingresso principale la cerco ed è “abbracciata” ad un ragazzo biondo in completo grigio.
Chi cazzo è?
Perché la tocca?
Lei sembra a disagio.
La rabbia cresce d’ improvviso. Ho lo stesso istinto di poco fa quando vedevo Jacob con lei. Vorrei andar lì a prenderlo a pugni in faccia e toglierli quel sorriso ebete dal viso, m a i nostri occhi si incontrano di nuovo.
La foga svanisce.
Lei mi sorride.
Ci basta uno sguardo…. Niente parole.

Lei sarà mia….. lei è già mia.

Mi siedo al piano sopra al piccolo palco allestito per l’occasione. Nella mia mente un insieme di note si mescolano e compongono una melodia che le mie dita riproducono d’istinto sui tasti bianchi e neri. Non è quello che avevo pensato per la cerimonia. Quello che avevo programmato di suonare, alcuni pezzi classici, svaniscono nel nulla.


Inizio a suonare.
Vedo solo Isabella.
Tutto intorno è avvolto da un alone, siamo solo io e lei.

Suono per lei. Degli altri presenti non me ne frega nulla.

Ha gli occhi lucidi ma luminosi. E’ commossa.
Mi sento come dentro ad un vortice da cui però non voglio uscire. Non ho mai trovato interesse nelle donne se non per il sesso e riconosco che sono spesso uno stronzo ma la mia vita mi ha indotto in questo tunnel. Ora vedo un piccolo punto luminoso in tutto questo buio. Quella ragazza ha riacceso in me una speranza. Non capisco come, non ci conosciamo nemmeno, ma l’istinto mi dice di non fermarmi.

Solo gli applausi mi riportano alla realtà. Tutti si complimentano. Alice non sembra dispiaciuta del cambiamento di programma. Si avvicina. Ha già capito che qualcosa è cambiato.

-          Me ne devo andare Alice…. Devo andare ora.
-          Va bene, a dopo…. Perché ritorni vero? – ha paura che sparisca di nuovo
-          Si,certo.  Devo fare una cosa
-          Una cosa… “cosa”come quella con le due bionde di prima?
-          No Alice, nulla di tutto questo… poi ti spiego. Dillo tu alla mamma. Ci vediamo dopo
-          Stai attendo…. Non farci preoccupare
-          Va bene.

La bacio e mi dirigo al garage.
Tolgo il telo dalla Ducati Monster. E’ in perfetto stato. La metto in moto e parte al secondo tentativo. Grandioso. Prendo i caschi dal ripiano e le giacche di pelle. Per fortuna Alice ha sempre voluto farci un giretto. La taglia dovrebbe stare ad Isabella.


Porto fuori la moto e la trovo ad aspettarmi. Si è cambiata. Indossa un paio di jeans aderenti grigio chiaro, le stanno una favola. Converse nere e una maglia. Passeggia nervosa avanti e indietro, si mordicchia un dito alternato al labbro inferiore.
Si accorge di me.

-          Ciao Edward…
-          Ciao Isabella
-          Chiamami solo Bella….
-          Ok… Bella, tieni, metti questi.

Indossa casco e giacca e io faccio lo stesso. Salgo in sella. Le do una mano e monta dietro di me.

-          Aggrappati forte scimmietta (cit. Twilight……ci stava)

La sento ridere da sotto il casco. Appoggia le sue piccole mani sul mio addome e accarezzandomi mi abbraccia, forte. Mi viene la pelle d’oca e ….. i jeans stringono, naturalmente.
Metto in moto, accelero un paio di volte…. Stringe ancora di più le braccia,così la rassicuro:
                                                    
-          Ti fidi di me?
-          Mi fido di te…. In teoria – questa volta rido io
-          Ahahah! Pronta?
-          Si

Partiamo. Usciamo dalla villa sotto gli occhi increduli di molti.
Mia madre mi farà la paternale, lo so. Ha sempre odiato la mia passione per le moto. “Troppo pericoloso!!” me lo ripeteva sempre.
L’unico che vedo sorridere divertito è Emmett. Lui mi capisce sempre.

Dopo pochi secondi sono già sulla strada verso First Beach.

*******************************************************************************************+

GRAZIE COME SEMPRE A MIKI PER IL SOSTEGNO E L' AIUTO.
SARA' BANALE MA CREDO CHE CAPITERANNO PICCOLE CITAZIONI DALLA SAGA COME IN QUESTO CAPITOLO SOPRATUTTO DA TWILIGHT, IL MIO PREFERITO.
QUESTA E' LA MOTO DI EDDINO. CI HO VIAGGIAMO MOLTO COL MIO AMORE QUINDI HO PENSATO PERCHE' NO, ANCHE BELLA ED EDWARD UN BEL GIRETTO POTREBBE ESSERE CARINO. BACI E GRAZIE PER CHI LEGGE.