lunedì 25 giugno 2012

- Complicazioni - 19


EdwardPOV ********




-          Eccoti, dove sei stato? A a a a non dirmelo, meglio non saperlo, lo posso immaginare.
-          Rose, che cazz
-          Edward! Mi vuoi spiegare cos’hai fatto di tanto terribile alla nipote del direttore di Elle Magazine?! E’ giorni che mi rompe l’anima dicendomi che il nostro contratto non và bene, che la nipote non è contenta.
-          Tanya?
-          Si lei, ricordi? Lavoro, modelle…. Ah! Che scema, tu ragioni solo col tuo pisello immagino. Che succede, non avrei mai detto che una donna fosse scontenta di te, di solito, per quello che vedo in agenzia, sembrano tutte in estasi.
-          Senti Rose, quella è una fissata
-          Bene! bene! senti da che pulpito! Ma sei scemo?
-          No! Mi ha fatto incazzare, non era serata, l’ho solo mandata a casa…. Dopo ben due …
-          Shhh shhh! Zitto! Non mi importano i particolari, ok? Fa qualcosa per rimediare per l’amor del cielo. Hai idea di cosa comporterebbe l’annullamento del contratto con la nostra agenzia? Sarebbe un disastro, per me e per te. Se ben ricordi sono io che ti passo i lavori visto che te ne stai rinchiuso in quell’attico per giorni ed esci solo la sera, manco fossi un vampiro!
-          La smetti? Và a fare un po’ di moine a mio fratello, sei isterica.
-          Vaffanculo Ed! E’ il mio lavoro, mi fido di te e non so per quale ragione. Forse perché sei un genio con quell’arnese in mano, e parlo della macchina fotografica, sia chiaro!
-          Senti Rosalie, ora le cose sono cambiate, io non posso
-          Non puoi cosa?! Fatti una bella scopata con quella Tanya e sistema le cose, cos’è? Hai problemi ora? Non mi pare tu lo tenga tanto apposto ultimamente
-          NON POSSO! Chiaro?
-          Si che puoi, altrimenti puoi dire addio al tuo progetto. Ricordati che l‘editore è sempre lui, quindi è meglio che rimedi ai tuoi casini.
-          Merda!! MERDA!
-          Si tanta, se non ci rimediamo….. per tutti.
-          Quando?
-          Appena puoi, prendi la macchina e và. Chiamala, fa qualcosa.
-          No…non oggi, non stasera. Torno a Seattle domani e vedo che posso fare, ok?
-          Edward DEVI fare qualcosa, ti prego.
-          Rosalie ricorda che non sono mica una escort. Va bene che sono uno ….
-          Scopatore incallito, dillo, mica mi offendo
-          Insomma, sono successe delle cose e ora …
-          Chi è? Hai incontrato la rincarnazione di Madre Teresa di Calcutta? Che stai blaterando!?
-          Lascia stare… dio che casino. Perché proprio ora?
-          Senti Eddy, non vedo tutti questi problemi, non te ne sei mai fatti, sei sempre stato particolare, noi tutti ti capiamo e ti amiamo per quel che sei, che c’è?!
-          Ho conosciuto una ragazza, va bene?
-          Che novità
-          Rose! Cazzo smettila. Lei è…. È un angelo, è bella, dolce, sensuale, ha bisogno di me…
-          Cazzo Ed stai male? Non ti sarai mica inn…
-          Zitta! Non lo dire…. Non lo so, non so cosa mi stia succedendo, so solo che … ho bisogno di farmi una doccia e di pensare. Vedo che posso fare, ok? Rimedierò.
-          Grazie! Sono una rompicoglioni lo so, penso tanto al lavoro lo so, ma tutto questo riguarda anche te. Te l’ho sempre detto di stare attento con certe ragazze. Non si sa mai nella vita, ricordatelo.
-          Si, certo!
-          Buonanotte! … ah! Edward, Emmett mi ha detto che la settimana prossima fa il buttafuori al concerto dei MUSE a Chicago, se vuoi ti fa entrare. Jas ed Alice hanno detto di sì….tu pensaci.
    -       Va bene, grazie

Salgo, entro in bagno.
Doccia.
Rimango minuti sotto il getto di acqua calda sperando che mi baleni qualche idea in testa che non sia per forza scopare con Tanya per non rovinare tutto. Cazzo, proprio ora che Isabella è entrata a far parte della mia vita.

E’ cambiato tutto.

Non voglio nessuna a parte lei. Voglio tutto di lei. Non abbiamo ancora fatto del sesso completo ma stranamente non mi importa, anzi mi eccita a tal punto che quest’ attesa è ancora meglio del farlo completamente. Voglio sia pronta, che superi i suoi fantasmi che la spaventano così tanto. E’ questo ciò che importa. Certo, ho il terrore che quando sarò totalmente in lei non riesca a trattenermi e il mio lato animale esca a rovinare tutto. Diventerei come quegli esseri schifosi che le hanno fatto del male. Ho paura che la mia mente si estranei dalla realtà e voglia soddisfare me stesso senza pensare ad altro, come ho sempre fatto fino ad ora.
Ma immaginare di infilarlo dentro a qualcun'altra mi fa venire il vomito, come fossi obbligato a tradire qualcuno.
Non lo so, eppure con Tanya è sempre stato così facile e soddisfacente, molto meglio che con altre, ma ora…. Non posso pensarlo nemmeno.
Ma che cazzo di persona sono.
Mi sale una rabbia imperiosa che spaccherei il muro a testate. Perché deve essere tutto così complicato. Ferirei Bella a morte. Forse l’ho già fatto dal momento in cui ho messo gli occhi su di lei. Sono uno stronzo, che cosa penso di fare. Isabella ha già sofferto così tanto. Ma perché lei non è fuggita da me. Non ha capito che persona sono? Cosa avrà visto per non riuscire a scappare, a fuggire da quel mostro che sono. Eppure  ha acceso una luce e a quanto pare lo stesso lo ha visto lei nella sua anima ferita, strappata da degli esseri indefiniti.  Se solo scopro chi sono non ne usciranno vivi dalle mie mani.

Ormai l’acqua sta diventando tiepida. Chiudo il rubinetto e rimango ancora a testa china, con l’acqua che gocciola dal mio naso e dai capelli. Non mi viene in mente altro che Bella. Esco, mi avvolgo in un asciugamano e mi siedo sul letto…. Mando un sms.

Appena entro dalla porta, Rose è lì che mi aspetta. E’ arrabbiata, lo vedo, muove il piede in modo isterico seduta sul divano.

BellaPOV ****************

Arrivo a casa ad ora di cena. Papà ha già finito e guarda la partita in TV.

-          Ciao papà
-          Ciao Bells, com’è andata? Divertita?
-          Certo
-          Ha chiamato Angela, voleva sapere come stavi, era preoccupata, parecchio. Con chi eri? Mi hai mentito per caso?

CAZZO!

-          A….aaahmm! no, in realtà ero con amici e ….
-          Basta Bells, da quando hai tutti questi amici a Forks, con chi eri? Eri sola?
-          Si! Ero sola, volevo sfogarmi un po’, va bene? -  meglio mentire così
-          Lo sai che non voglio…
-          LO SO’!! ma….. avevo voglia di fare un giro ok? Ero in spiaggia e poi sono andata a mangiare qualcosa in un luogo pubblico e ora sono qui.
-          Bells….
-          Papà! Va tutto bene!

Bzzzzz! Bzzzzzz! – il cell vibra, messaggio –

“mi manchi già!!”

           J Edward

Il cuore batte che ho paura che Charlie lo senta.

-          Ora se non ti dispiace salgo in camera, sono stanca. A che ora parti domani?
-          Alle 8 devo essere a Port Angeles e poi sono in servizio tutto il giorno.
-          Ok. Quindi ci vedremo a sera, ricordati che poi io dopodomani torno a casa.
-          Certo, lo ricordo. Se vuoi resto a casa
-          No, no…. Vai, è importante. Buona notte
-          Notte tesoro –

E’ seriamente preoccupato, per fortuna mi ha creduto.

Rispondo a Edward:
“Anche tu a me”

                Bella


Sto già meglio. Chiamo Angela, prima che combini altri casini.

-          Bella!!!! Stai bene? Perché non mi hai più chiamata? Sei impazzita, vuoi farmi fare un colpo? E poi perché tuo padre era strano al telefono sembrava terrorizzato dal non sapere con chi fossi…
-          Angie! Calmati, sono viva!
-          Lo sento – è acida, è incazzata – ma almeno un messaggio. Con chi eri? Con lui? Sei scema? Sola? Non devi fidarti di Edward
-          Smettila, cos’è questa ossessione, lui è gentile e bello e mi sta aiutando, sono serena con lui
-          Stai scherzando? EdwardlostronzobastardoCullen uno zuccherino?
-          Cosa?
-          Senti Bella, Edward non è un angelo anzi, sapessi che fa
-          E che fa sentiamo?
-          Lui….. insomma con le donne è ….. si è fatto un sacco di …..
-          Angela che cosa balbetti, parla
-          E’ sempre in mezzo a belle donne Bells, che cosa fa un figo del genere con tutte quelle ragazze secondo tè…. È uno che se la fa con tutte Bella, starai male, ti sfrutterà e con quello che hai passato non vorrei mai tornassi indietro.
-          Non sono mai stata meglio in vita mia che in questi due giorni. Con lui è tutto ok. E’ stato dolcissimo
-          Vuoi dire che tu hai…..fatto ses…
-          No! Non del tutto almeno. Giuro Angie niente paure, niente ansie, solo estasi.
-          ……….
-          Angela? ci sei?
-          Si, non mi convince. Edward è un ragazzo difficile, tu non lo conosci
-          A quanto pare nemmeno tu. Ci stiamo conoscendo. Non mi importa di quante fidanzate ha avuto.
-          E’ qui che ti sbagli…. Lui non ha fidanzate ma tacche sul muro di quante se ne scopa Bella, ecco l’ho detto, contenta? Tuo padre lo sa?
-          No. E non voglio che lo sappia, per ora.
-          Brava! Lo vedi? stai già mentendo a tuo padre. Vedrai, se lo scopre ti chiude in casa.
-          Per ora va bene così. Dai Angie non voglio litigare. Sei a casa?
-          Si, tu torni? Sarà meglio che parli con Mike. Ben dice che è fuori di sé. Non sembra più lui. E poi così ti allontani da quello lì…
-          Tu credi? non direi che mi allontano di molto, lo sapevi che ci abita sopra di noi, all’attico?
-          COSA?! Impossibile
-          Si si
-          Bella tu non devi ….
-          Torno dopodomani Angela… non voglio discuterne
-          Non finisce qui Bella Swan, stai attenta, fallo per te stessa.
-          Ok, grazie Angela, ci vediamo tra pochi giorni.
Riaggancio.
“Stronzobastadocullen”
Me lo dovrà spiegare. Uno così non sarà stato un santo di certo. Nel suo lavoro – una fitta di gelosia allo stomaco mi colpisce come un sasso – è in mezzo alla bellezza di ogni sorta. Chi sono io per fargli cambiare idea.
Credo sia meglio che beva qualcosa per placare l’ansia, la sento arrivare ad ondate.

Vado in doccia, mi lavo, con calma, mi rilasso e cerco di non pensare. Mi depilo, per bene, era da un po’ ma ora mi sembra doveroso. Insomma, le gambe lo sono sempre ma il resto, meglio sistemare.
Sono le 9 e vado a letto. Ascolto un po’ di musica.

Bzzzzzzzzz! Bzzzzzzzzzz!      Bzzzzzzzzzz! Bzzzzzzzzzzz! – Edward Calling


 EdwardPOV**********

La chiamo, devo sentire la sua voce, non voglio pensare ad altro in questo momento, ho bisogno di lei. Due squilli e risponde.

-          Pronto – sembra turbata, forse suo padre… -
-          Ciao angelo… qualcosa non va?
-          No
-          Sei strana…
-          Niente , tranquillo….. sei a casa?
-          Si….in camera mia, tu?
-          Anch’io… che fai?
-          Penso a tè
-          Smettila
-          E’ la verità Bella, non faccio altro che pensare a te.
-          Bugiardo…. Un uccellino mi ha detto di tutte le “tue donne”, che devo pensare, avrai di meglio che una patetica come me
-          Non dirlo Isabella! Non dire certe cose
-          E’ falso? Ciò che mi ha detto Angela è una bugia?
-          Bella…. senti….
-          Allora è vero?
-          Ascoltami …. Ti avevo avvertito che io non ero un santo e che non sono una persona adatta a te e che te lo avrebbero fatto presente. Angela forse ha ragione
-          Edward, non so perché ma qualcosa dentro di me mi dice di fidarmi di te
-          Non dovresti
-          La tua è solo una maschera, hai sofferto in passato, la tua rabbia è comprensibile, la capisco. Sei un uomo bellissimo, indipendente, dolce, è normale che tu abbia tante donne – le si incrina la voce dicendo questo, sta soffrendo -
-          Bella, la mia vita è sempre stata una notte buia con qualche stella. Punti di luce e razionalità. Poi sei arrivata tu e come una meteora mi hai illuminato, mi hai accecato. Quando non ci sei tutto torna nell’oscurità. Non trovo la forza di starti lontano. Dovrei lasciarti stare ma non ce la faccio.
-          Ed…Edward. E’ lo stesso per me, mi fido di te.
-          Dove sei?
-          Sono sul letto, ho appena fatto la doccia
-          Che indossi?
-          Niente – quel “niente” è la mia fine -
-          Nemmeno io – non dice nulla -
-          Piccola, stai bene?
-          S…si, certo
-          Cazzo, Bella vorrei essere lì ora
-          Si anch’io lo vorrei
-          Tu non immagini cosa stia pensando – ed eccolo che il mio “io” incombe e le mie mutande si gonfiano inesorabilmente -
-          Cosa? – e me lo chiede pure, e lo chiede con quella voce calda e dolce -
-          Tu, nuda in quel letto, sola….. non và affatto bene
-          Ho l’asciugamano
-          Toglilo!
-          Edward….
-          Toglilo, fallo per me.
-          E tu? cosa credi di farmi provare a saperti così? Tu mi sconvolgi Edward Cullen. Non mi è mai capitato nulla di simile. Avevo il terrore anche di me stessa, ma tu….tu….
-          Lo hai tolto angelo?
-          S…si … e tu?
-          Ho solo gli slip, che tirano -  libero Ej da quel fastidio – anzi neppure quelli se lo vuoi proprio sapere

-          Oh dio Edward – la sua voce è eccitata, la sento e la mia mano non resiste, il solo pensare a lei nuda nel suo letto mi manda fuori e muovo, su e giù, cazzo vorrei fosse lei a farlo –
-          Bella….. dammi 10 minuti  e sono li

Non le do il tempo di rispondermi, chiudo la conversazione. Metto i jeans e la maglia, prendo le chiavi della Ducati, casco, giubbotto e sono già sulla strada di casa Swan.

BellaPOV***************

-          Edward! EDWARD! pronto!

E’ pazzo forse? Mio padre è a casa, cosa diavolo crede di fare. Santinumi sono in stato di completo stordimento. Anche per telefono mi sconvolge. Mi stavo toccando al suono della sua voce e pensarlo senza nulla addosso.

 Porcamiseriaccia!

che sto facendo! Non mi riconosco più. E ora che faccio. Mi guardo, sono nuda, meglio che mi vesto, forse è il caso. Infilo una maglia lunga e delle culottes .
Sento il rombo della moto in lontananza. E’ venuto con la Ducati, qualcosa di meno rumoroso no!?!? Accidenti!

Sento un rumore alla finestra. Bussano!

-          Edward! Ma sei impazzitommmffff!! – mi sta soffocando con un bacio, alla finestra, su una scala traballante.
-          Ciao Giulietta….
-          Senti Romeo è meglio che entri prima che qualcuno ti spari

Entra con leggerezza. Si attacca alle mie labbra e non mi molla….. nel frattempo toglie la giacca e riporta le mani tra i miei capelli

-          Dio mi sei mancata da morire angelo
-          Anche tu…… anche tu sole.

Io e lui, una cosa sola. Mi bacia ovunque e mentre ci muoviamo per la stanza tocco il letto e ci vado sopra. Non mi molla, attaccati come due calamite. Le nostre lingue non si lasciano.

-          Bella, prima al telefono …. Scusami
-          Shhhhh …. Va tutto bene.
-          Perché ti sei rivestita?
-          Sei tutto matto!
-          No, sono pazzo di te, Isabella Swan!!

Credo di avere le labbra gonfie da quando mi sta baciando con intensità. Guardo le sue e sono rosse e lucide.
Più del solito.
Le gambe tremano, sento il calore diffondersi ovunque. Le sue mani su di me avide, schiena, fianchi, il mio sedere sta in una sua mano, grande e forte. Stringe e io non resisto, la mia voce esce senza volerlo

-          Aaah –
-          Shhhh! Tuo padre ci sentirà!  Fallo in silenzio… anche se vorrei sentirti chiaro e forte, angelo

le sue mani sotto la mia maglietta leggera, i suoi occhi si illuminano quando sente che non porto nulla se non quella. Mi sfiora, mi tocca, mi guarda e mi chiede il permesso

-          Si….
-          Non farò nulla che tu non vorrai…..basta che tu mi dica di fermarmi e io lo farò
-          Va benerispondo con un filo di voce

Mi bacia i capezzoli, li lecca, li succhia in modo delicato, veloce, piano…..veloce, piano

-          Ahhh… Edward io – il cuore batte all’ inverosimile, ho paura di arrivare fino in fondo anche se da lui mi farei fare tutto -
-          Mi fermo?
-          Io non credo di riuscire a fare ….
-          Non lo faremo se tu non vorrai, si può fare molto altro, se tu lo vorrai. Lascia fare a me
-          Io….- tremo come una foglia, la paura di deluderlo, la paura mia interiore del dolore e della nausea se dovesse tornare –

Si ferma, mi sorride. Si accomoda accanto a me, sul fianco. Mi accarezza il viso e mi fa voltare verso di lui. Mi asciuga la guancia, sto piangendo e non me ne ero accorta.

-          Scusa Bella…. non volevoil suo viso una maschera di dolore e colpa, ma non è colpa sua –
-          Edward non sei tu….sono io.
-          Non riesco a stare lontano da te, ti desidero, non resisto a non toccarti, a non baciarti, dappertutto. Mi manchi come l’aria quando non sono con te. Voglio mangiare con te, voglio parlare con te, voglio fare tutto con te.

Si mette sulla schiena e sospira pesantemente. E’ accigliato. Si volta verso di me

-          Tu non sei il problema Bella, hai capito? Sono io che non trovo la forza di tenere le mani apposto, ma con te è così difficile.

Intreccia le sue mani con le mie. Mi attira a se e mi invita a sedermi sopra di lui.
Lo faccio.
Sono a cavalcioni su Edward.

-          Ecco….. così…. Lo senti Bella?
-          Si….
-          Tu mi fai sempre questo effetto, che tu mi parli anche solo per telefono, che tu mi guardi con quei tuoi occhi, ecco cosa mi provochi. La mia mente malata non capisce più nulla. Sono fatto così, sono io quello sbagliato e non dovrei essere qui, potrei farti del male, potrei perdere il controllo ….
-          No….. tu non mi farai del male, lo avresti già fatto. Il problema è che tu non mi fai paura….
-          Non avresti dovuto dirlo….

Lo sento, duro sotto di me e istintivamente mi muovo poco, ma mi muovo. Lui mi guarda, le nostre mani ancora unite. Il suo ruggito profondo e sordo risale nella sua gola. Le mie mutandine  le sento bagnate, inevitabile. Le sue mani tornano sotto la t-shirt, tornano a stuzzicare i miei capezzoli. Pizzica, sfrega, li sento gonfi. Mi sento gonfia ovunque veramente.  Non mi era mai capitato, anche perché non lo avevo mai voluto. Apro la bocca ma cerco di soffocare con la mano i miei gemiti altrimenti RadarSwan me lo ritrovo alla porta. Lui sembra divertito e continua, mi guarda, muove il suo bacino sotto di me. Ad un tratto mi attira su di se e mi ritrovo al suo fianco.  La sua mano scende lieve sulla mia gamba….

-          Apri un po’ le gambe …. Non ti farò del male, giuro. Tu dici “basta” e io mi fermo
-          Mi fido di te

Lo faccio, ho i brividi ma stavolta di piacere, un solletico che si irradia dalle gambe al mio centro. Arriva sulla mia intimità, mi accarezza sopra il cotone ormai fradicio, mi vergogno

-          Sei tutta bagnata Bella, fantastico

la sua voce, che mi dice tutto questo è uno stimolante all’inverosimile. Lo sento premere sul mio ingresso col dito e poi risalire sul mio clitoride. Non sono più in me, voglio che superi quella barriera inutile che porto.
Lo fa.
Arriva all’elastico, mi solletica con le dita e infila la sua mano. Appena mi tocca credo di sussultare. Si ferma, mi guarda ma con gli occhi gli dico di continuare, lo voglio.
Sente che sono totalmente liscia

-          Cristo Isabella sei completamente una pesca, tu mi vuoi morto
-          No per niente, sei tu che non mi farai sopravvivere

Io infilo la mano sotto la sua maglia e sfioro la peluria rada sul suo petto, gli faccio venire la pelle d’ oca. Accarezzo e sfioro anch’ io i suoi capezzoli, è perfetto. Lui continua il suo percorso. Mi sfiora, preme. Fa piccoli cerchi con l’indice sulla mia eccitazione. Si bagna scendendo al mio ingresso e torna lì a stimolare. Credo di non resistere per molto.

-          Angelo, voglio provare a fare una cosa. Fermami se non te la senti ok?
-          O…ok

Sento il suo medio fare piccoli cerchi al mio ingresso e leggermente entrare. Mi manca il respiro ma lo voglio sentire. Alzo il bacino e lo faccio entrare io un altro po’. Lui va avanti, esce e rientra, esce e rientra.

-          sei stretta angelomi bacia perché sa che così attutisce i mie gemiti che stento a trattenere –

aumenta il ritmo, non lo fermo, mi piace da impazzire. Sento che aggiunge un altro dito ma non è violento, lo sento meglio, tutto fino in fondo. Ancora….. ancora  poco e …..

-          Ti sento, piccola…. Si ecco, così….

Mi stringe a se, mi abbraccia, mi lascia piccoli baci soffici sul viso e sui capelli.
Esce da me piano. Porta la sua mano vicino alla sua bocca e inspira

-          Sai di buono miss Swan.

Chiudo gli occhi, mi sento leggera come non mai. Di istinto la mia mano arriva ai bottoni dei suoi jeans, li sbottono piano, lo sfioro, sento la sua vibrazione ad ogni mio tocco ma…


-          No Bella…. meglio di no
-          Edward ma tu non …. Non hai….
-          Non importa…. Stai bene?
-          Si ma…..
-          Niente ma…. Piccoli passi Bella, piccoli passi. Non ti preoccupare per me, e poi è meglio che lui stia dov’è per ora, te lo garantisco. Ho paura che non riuscirei a fermarmi se….
-          Ma credo di riuscire….
-          Shhhhh, tu credi, ma non è il momento, guarda, ti tremano le mani
-          Sei tu che mi fai questo effetto Edward, io….
-          Ci pensiamo la prossima volta, ora è meglio che vada, altrimenti potremmo addormentarci e forse non ci andrebbe bene di nuovo con tuo padre
-          Ti vedrò domani mattina? Mio padre esce presto
-          Ti passo a prendere alle 9