venerdì 19 ottobre 2012

Fiducia - 29 -


Quel bussare improvviso mi ha messo paura. In fondo ho desiderato che Edward venisse alla mia porta e se … se non fosse lui e se fosse … Tanya?

TOC!  TOC!  TOC!

 
Apro!

 
-         ROSE!

-         Che c’è? Ti faccio paura? Posso entrare?

-         No! Volevo dire Si!  Certo scusa

-         Chi credevi che fosse?

-         Niente, sono nervosa di mio.

-         Posso parlarti un attimo?

-         Certo… forse ho combinato un disastro vero? Non sono la ragazza giusta per voi? Scusate io non ….

-         Shhhhh! Lasciami parlare, che dici?!

-         Scusa… scusa – faccio un lungo e profondo respiro – Dimmi tutto!

-         Volevo parlarti di Edward.

-         È successo qualcosa?

-         No! Ma devo capire che cosa c’è tra di voi. Ora è come uno zombi che si trascina da un lato all’altro del palazzo, non l’ho mai visto così. Da quando sei entrata nella sua vita ha fatto un gran cambiamento, Isabella, lo hai fatto rinascere. Pensa un po’ ci hai fatto andare perfino d’accordo! Mi abbraccia pure ora! – e questa ultima frase la dice a bassa voce come fosse un segreto, mi fa sorridere –

-         Io credo di essermi innamorata profondamente di Edward

-         L’ho capito dal primo momento che vi ho visti insieme, credimi. Edward non ha avuto una vita facile Isabella!

-         Si, mi ha raccontato della sua infanzia

-         Ecco, questo tipo di “trauma” ha avuto delle conseguenze nella crescita e … insomma il suo comportamento, dall’adolescenza in poi, non è stato proprio così impeccabile, soprattutto con le donne. Gli ho sempre detto che prima o poi il suo modo di fare gli avrebbe portato guai, ma è un testone e ragiona… anzi ragionava, solo col suo …. Insomma hai capito

-         Certo. Però sai, quella Tanya, l’ha frequentata praticamente fino al giorno prima che mi incontrasse, come può essere che sia cambiato da un giorno all’altro, ho paura che … si stanchi di me e … non lo potrei sopportare, ne morirei Rose!



-         Isabella, vorrei che tu ascoltassi bene ciò che ho da dirti. Io conosco molto bene Edward e ti posso assicurare che stronzi come lui ne esistono pochi al mondo. Ho visto ragazze dell’agenzia andare in crisi per settimane. Le uniche donne con cui ha sempre avuto un buon rapporto sono sua sorella Alice e sua madre. Nemmeno con me è stato mai tanto uno zuccherino, anzi! Ha avuto tante ragazze si, e Tanya era quella con cui lo vedevo più spesso, ma mi ha sempre assicurato che con lei non avesse altro che un rapporto di reciproco piacere, di lei non gliene frega un cavolo, capisci? Sei stato un angelo mandato dal cielo per lui. Io che so com’era ti posso assicurare che per la prima volta in vita sua Edward è innamorato. Ha una luce nuova negli occhi, ti puoi fidare di lui. Sarei la persona meno adatta a dirti certe cose visto che non ci siamo mai sopportati molto, ma mi sentivo in dovere di darti un parere visto dal di fuori. Ho capito benissimo che ti senti confusa e delusa

-         Si esattamente, mi era stato anche detto dalla mia migliore amica e da mio padre quanto fosse “pericoloso”, ma io non ci potevo credere. E’ così dolce, presente ed attento. Mi ha portato fuori da un tunnel profondo da cui non riuscivo ad emergere. Ed ho paura che se mi lasciasse ci ricadrei dentro fino in fondo.

-         Dagli la possibilità di recuperare, anche perché non ho voglia di fargli da psicologa capito? – le sorrido, gli vuole un gran bene –

-         Ok.

-         Preparati, sei stata bravissima oggi, avete fatto delle bellissime foto, dovresti arrabbiarti più spesso sai?- mi fa l’occhiolino - sono straordinarie. Sarà un servizio da urlo. Forza, la festa inizia tra poco

-         Ma io dovrei indossare quell’abito? – indico un abito sfarzoso, enorme, non capisco nemmeno da che parte entrarci –

-         Si, sei la regina del party. Ti mando Maria, la costumista, ad aiutarti e anche Leah ed Emily per il resto. Sarai strepitosa e ad Edward prenderà un colpo quando ti vedrà

 

Rose è andata via. Mi ha fatto felice che mi abbia dato un suo pensiero su tutto. Voglio fidarmi. Faccio la doccia, indosso la biancheria intima e osservo il mio abito. Sembrerò una principessa. Sorrido, mi sembra di essere in un’altra epoca e poi sono a Parigi che cavolo!

 

TOC!  … TOC!

 

Sarà Maria.

 

-         Maria per fortuna sei qui altrimenti non …. -  ma quando alzo lo sguardo non è la costumista, è Tanya. Mi sorride malignamente, mi odia, si vede.

-         Ma bene, bene, bene! Guarda qua! Allora sei proprio tu la nuova star del momento mh!? – entra come il suo solito senza permesso –

-         Che… che cosa vuoi? Non puoi stare qui!

-         Ah si? E chi me lo impedisce, TU!? Piccola arrogante

-         Smettila, tu non mi conosci

-         Nemmeno tu carina, non sai con chi hai a che fare

-         Devo prepararmi, potresti uscire prego?

-         Non credere che me ne stia buona in un angolino ad aspettare che tu mi soffia il posto

-         Io non voglio soffiare il posto a nessuno

-         Ah no!? Sappi che questo servizio era destinato a me! Ed Edward… quella non è roba per te. Come hai fatto a convincere mio zio eh? Ah bhè, lo immagino

-         Tu non immagini un bel niente

-         Ah ah ah aspetta, ceeeerto, tu preferisci giustamente passare per vie traverse, hai puntato Edward.

-         Io non sono una modella

-         Bhè! Si vede, scusami ma lo si nota lontano un miglio, ti sei vista? Credo siano tutti impazziti.

-         Io non ho mai voluto fare questo

-         E allora che ci fai qui?

-         Lo faccio per Edward

-         Che ti ha promesso in cambio?

-         NIENTE! Ma sei fuori di testa! Non tutte sono come te

-         Puttana! Stai zitta. Edward non è così come lo vedi, ti può raccontare tutte le favolette che vuole, o chi per lui – sono sicura che ha ascoltato la conversazione che ho avuto con Rose – ma lui non cambierà mai, l’istinto che ha dentro rimarrà sempre lo stesso, nessuno cambia soprattutto se, quello che fa e come lo fa, gli da immenso piacere e soddisfazione. Dai, non dirmi che non lo hai mai visto sforzarsi e trattenersi dal prenderti con la forza, povera piccola Isabella violentata …

-                     ZITTA! Come fai a sapere queste cose!?

-         Te l’ho detto, tu non sai con chi hai a che fare. Lui è nato per scopare duramente e basta, tesoro mio. Non sa fare altro. L’amore non sa cosa sia, è una maschera. Ti sta solo tenendo buona a quanto pare per avere questo servizio e far carriera, come l’altra, Rosalie! Quando mi sono presentata qui, ha forse detto che tu sei la sua ragazza?

-         Tu non lo conosci! E non sono affari tuoi – inizio a tremare, non ce la faccio più  -

-         No, è qui che ti sbagli! Sei tu che non lo conosci. Io so di cosa ha bisogno, io so come farlo divertire. Lui è una coppa vuota che non vuole essere riempita. Non potrà mai essere pienamente soddisfatto con te. Tornati da Parigi, quando avrà ottenuto il contratto, vedrai che ti liquiderà come se nulla fosse, è la sua natura. E tornerà da me

-                     Lui ama me! Per lui non sei niente!

-         O ma che brava! Te l’ha detto lui? Povera illusa. Vedrai, ricorderai quello che ti ho detto quando ti ritroverai sola soletta.

 

La porta era socchiusa e timidamente si affaccia Maria bussando. Tanya mi guarda dritto negli occhi

 

-         Ricorda bene quello che ti ho detto, lascia perdere, ne soffrirai meno dopo

 

Se ne va. Guardo Maria, sicuramente vede che le lacrime sono in agguato

 

-         Qualche problema? Quella non dovrebbe stare qui

-         No, nessun problema. Vieni aiutami per favore

-         Vuoi che chiami Rose? O Edward?

-         No, non ti preoccupare, so badare a me stessa, andiamo altrimenti facciamo tardi e chi la sente poi Rose, quelli si che son problemi. – Cerco di sdrammatizzare anche se le parole avvelenate di quell’arpia mi sono entrate dentro e stanno facendo a botte con quelle di Rose.

 

Esco dalla grande porta della mia stanza ed Edward è lì ad aspettarmi.

martedì 16 ottobre 2012

Divisi - 28 -

PICCOLA PREMESSA: SAREBBE STATO TUTTO UN CAPITOLO MA PER QUESTIONI DI SPAZIO E DI BLOGGER NON RIUSCIVO A FARLO TUTTO INSIEME.
BACI!

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BellaPOV_*************************

Siamo in auto, diretti al palazzo d’ epoca che ci farà da set fotografico. Le lacrime son sempre lì pronte ad uscire e non va bene. Come faccio a farmi  fotografare se sono uno straccio?
Vorrei tanto tornare a casa. Vorrei tanto telefonare ad Angela.
Sento lo sguardo di Edward su di me, ma io non riesco e non voglio voltarmi. Cerco di guardare fuori dal finestrino ma inevitabilmente vedo il riflesso di lui dal vetro.
Sta piangendo.
Non metto in dubbio il suo amore, lo sento. Ma sentir dire quelle cose da Tanya mi ha ferito. Mi sono sentita una stupida. C’è un piccolissimo tarlo ora che mi fa sentire insicura. Come fa ad amare una come me se fino a pochi giorni fa se la faceva con modelle come quella lì. Andava a letto con chiunque. E ora io chi sono per non essere l’ennesimo passatempo? In fondo… in fondo io non lo conosco per dire che non è così. Io conosco l’Edward innamorato di me ma è veramente lui? Sono sicura al 100% che non si stufi di me così di punto in bianco visto come ha sempre trattato le donne fino a poco tempo fa?
Mi scoppia la testa, non so cosa pensare. Credo al nostro legame, lo sento forte, ma ho paura ad aggrapparmi solo a quello, potrei scivolare e farmi male irrimediabilmente.
Lui non le ha nemmeno detto che IO sono la sua ragazza, ma la sua vera ragazza, compagna o come cavolo mi ci vuol definire, cazzo! L’ha solo cacciata via senza dirle che cosa sia io per lui! Non le ha detto che ero stata io “la sfigata” ad essere stata scelta per questo lavoro. Cos’è ? Aveva paura? Perché non mi ha difesa!?
Dentro di me sento di dovermi fidare di lui. Vorrei girarmi e abbracciarlo e baciarlo e dirgli che è tutto ok … ma è veramente così? Ho bisogno di un po’ di tempo.
Dover fare un servizio fotografico, con Edward dietro l’obbiettivo, ora mi sembra la cosa più difficile del mondo, come all’inizio ma con l’effetto totalmente opposto al mio stato d’animo.

L’addetto alle pubbliche relazioni poi ci ha comunicato che stasera ci sarà una festa a tema. Prevedo una giornata lunghissima che mi si prospetta totalmente opposta a quello che mi aspettavo. Mi è crollato il mondo addosso. Potrei pure combinare un disastro e non essere all’altezza delle loro aspettative. Potrei deludere tutti.

Al nostro arrivo, noto con tristezza che non sono l’unica per cui la giornata sarà diversa da come programmato. Rose è provata, un’espressione dura e contratta .
Ci vede e capisce al volo. Ci raggiunge!

-         Ragazzi come và? Deduco dalle vostre facce che avete già incontrato Miss SimpatiaTanya. Questa cerca rogne, è nata per crearne. Si è permessa di cambiare i suoi impegni senza interpellarmi e in più arriva qui a sorpresa con il coraggio di minacciarmi apertamente. Ma non gliela darò vinta, può starne certa… Scusatemi lo sfogo. Come stai Bella? Sei pronta? Che cos’hai?
-         Niente, andiamo – mi allontano e raggiungo quello che sembra il mio camerino, mi accompagnano e non mi volto a guardare ne Edward ne Rose.

Edward_POV*************************************************************

La vedo allontanarsi, spalle incurvate, braccia incrociate al petto come a proteggersi, non si volta, non mi ha più guardato in faccia. Nemmeno in auto……mi sta uccidendo. Ma forse me lo merito. Non sono stato del tutto sincero con lei ma era per proteggerla da quello che sono stato. Io ora sono diverso. Rose mi dà uno scossone …

-         Che diavolo succede Edward!? Cos’ha Isabella, sembra le sia passato sopra un treno, siamo fortunati che in questo servizio non debba sorridere più di tanto altrimenti saremmo nei guai, allora?
-         Tanya è capitata in Hotel così d’ improvviso e non sono riuscito a calmare Isabella. Non capisco cosa pensi ora di me. Tanya le ha raccontato apertamente del nostro “tipo” di rapporto …
-         Ma tu non hai mai detto nulla a Isabella?
-         No – in effetti mi sento una merda, avrei dovuto affrontare l’argomento con lei ma ero terrorizzato ed è successo esattamente ciò che temevo, l’ho delusa -
-         Bravo! Ci credo che ci sia rimasta di schifo! Lei non ti ha conosciuto prima, non sa nulla del tuo comportamento, avresti dovuto avvertirla; avresti dovuto dirle che se mai un giorno una stronza bionda si fosse presentata a sparare cattiverie non avrebbe dovuto darle più di tanto peso. Ma le hai spiegato poi?
-         Si ma è confusa, mi ha ascoltato ma non mi ha più parlato. Rovino sempre tutto cazzo! Sono un perfetto idiota!
-         Senti! Lasciala stare, le passerà. Ho fatto in modo che Tanya venisse lasciata fuori dal set. Non voglio di certo mandare a puttane tutto questo. E’ solo una bambina viziata e qualcuno deve dirle di stare al suo posto. Richard non ne sarà entusiasta di questo comportamento, ci penserà lui a darle una calmata
-         Tutto questo solo per colpa mia, ma che diavolo vuole da me, io non le ho mai promesso nulla, non le ho mai dato speranze per rapporti seri o altro, che cazzo vuole!?
-         Io di certo non lo so. Comunque ora concentrati ti prego. Fallo per Isabella, dovete lavorare per ore uno di fronte all’altra oggi. Cerca di farla sentire a suo agio, già è dura per lei affrontare questo mondo che non è il suo. Mi fido di te.
-         Lo farò! Perdonami
-         Si, si va bene, ora cerchiamo di lavorare, stiamo già perdendo un sacco di tempo. Non vorrei mi abbracciassi di nuovo e avrei la tentazione di fare lo stesso MA non succederà, capito?
-         Va bene – ma di slancio lo faccio lo stesso, l’abbraccio, mi ha parato il culo di nuovo
-         Smettila! Vattene a lavorare!
-         Ok… a tra poco.

La vedo… è di spalle. Capelli morbidi lasciati sulla schiena quasi nuda. Ascolta ciò che gli addetti le stanno indicando di fare.
Vorrei correrle incontro e abbracciarla e dirle che va tutto bene!
Si posiziona davanti a una specie di manichino che fa da scenografia e aspetta. Io la sto osservando ma lei non mi ha ancora visto. Poi sembra leggermi nel pensiero e si volta.

E’ perfetta. Il suo viso triste e malinconico. Che cosa le ho fatto?

-         Ciao
-         Ciao
-         Iniziamo?
-         Va bene

Non le chiedo niente, dal suo sguardo non vuole. E’ davvero professionale anche se questo lavoro non l’ha mai fatto. Vita privata fuori dal lavoro. L’amo più che mai e vorrei gridarlo ora, qui davanti a tutti.

Facciamo il nostro lavoro. Le dico cosa fare e lei lo fa. E’ semplicemente incantevole, irresistibile. Comincio ad avere caldo e tolgo la camicia.

Mi passo la mano nei capelli, sono nervoso, perché non ho una semplice modella davanti a me, è la mia ragazza. Mentre la fotografo alza il viso verso di me e finalmente mi guarda fisso negli occhi. I suoi sono lucidi che chiedono e che mi dicono che non vorrebbe mai aver sentito e io le rispondo con i miei chiedendole perdono. Ma abbassa il viso e guarda il pavimento, si passa la lingua sulle labbra, respira profondamente e ritorna ad essere la modella da fotografare. E’ incredibile, lei non capisce quanto sia perfetta, in tutto!

Dopo ore, credo, abbiamo finito. Sono distrutto, mi fanno male le braccia, sono teso ed in ansia. Voglio parlare con lei, non riesco a starle lontano, è già passato troppo tempo, ne ho bisogno. Ho bisogno di lei, dei suoi occhi, della sua bocca, del suo corpo, del suo sorriso, quel sorriso che mi riempie l’anima, che mi da pace.
Ma Rose mi chiama, abbiamo poco tempo e dobbiamo metterci subito al lavoro per lo sviluppo ed i bozzetti. Mi allontano da lei, la lascio su un letto, dove abbiamo appena fatto l’ultimo scatto. E’ seduta a gambe incrociate. La osservo mentre mi allontano, si volta lenta e mi guarda anche lei, ma ancora non mi sorride.

Siamo all’interno di un palazzo sfarzoso e la festa si svolgerà sempre qui. Il tempo di tornare all‘albergo non c’è e ci vengono assegnate delle stanze per rinfrescarci e cambiarci. Rose mi ha fatto avere il mio “costume”; ad Isabella l’hanno consegnato nella sua stanza. Ancora lontani, ancora separati.

BellaPOV********************************************************************

Sono in questo bellissimo palazzo, nella stanza che mi è stata assegnata per cambiarmi e riposarmi. Sono sola, mi sento incredibilmente sola. Gli ho fatto capire che non ero ancora pronta per parlare con lui. Ha capito ma … ora mi manca come l’aria. Vorrei tanto bussasse a quella porta.
Il party è organizzato da ELLE Mag e non possiamo di certo disertare. Ci sono grandi nomi. Io alla fine sono la nuova scoperta, mi devo presentare e far conoscere. Sto morendo di paura, non è il mio mondo. Questa in realtà non sono io. Ma lo faccio per Edward, per il suo lavoro, è importante e …

TOC! TOC! ….