Luglio….
Le giornate trascorrevano serene, a parte quell’incubo che mi perseguitava di tanto in tanto. Ho iniziato di nuovo la terapia di ansiolitici, soprattutto per la notte. Ho cercato di evitarlo ma non ho potuto farne a meno. Mi aiutano a tenere a freno gli attacchi di panico. Il pensiero di ritornare a Forks aveva riacceso in me la paura di quei terribili giorni di sette anni fa. Avevo provato a cancellarli totalmente ma è stato inutile. Credo non ci sia rimedio se non accettare che ormai è passato e cercare di vivere il presente e soprattutto farmi un futuro.
Le settimane volavano e ormai era giunto il momento di fare le valigie e tornare a casa, a Forks, da mio padre. Ci eravamo sentiti un paio di giorni dopo aver ricevuto quell’odioso invito. Era incredulo quanto me su ciò che gli dicevo: che sarei tornata, che lo avrei riabbracciato a casa nostra. Sono sicura che si sia anche commosso al telefono ma naturalmente ha negato trovando uno sciocca scusa. Mi manca da morire, al contrario di quello che pensavo ho quasi la smania di ritornare. Angela aveva ragione, meglio affrontare tutto e farla finita una buona volta. Ho voglia di rinascere.
Dopo quel sabato sera in cui Mike mi ha riaccompagnato a casa, ci siamo avvicinati. Ho comunque cercato di marcare un confine da non superare, forse per quel genere di cose non ero ancora pronta a ricominciare. Sembrava accettare la cosa ed essere paziente nell’aspettare un mio segno di invito a qualcosa di più.
Siamo usciti a cena qualche volta nelle settimane successive, qualche cinema, ma nulla di che. Al lavoro siamo rimasti professionali. Mike cerca spesso il contatto fisico. Mi sfiora una mano o mi sposta una ciocca ribelle dal viso. Sono diventata anche più puntuale al lavoro.
Incredibile ma anche Jessica e Lauren sono meno pettegole. Forse le cose stanno veramente cambiando. Avevano da raccontarsi in continuazione di un certo ragazzo, venuto qui la sera dei “100 Monckey”, strabello con un viso d’angelo ma con un fare da bastardo che a loro eccitava da morire. La frase ripetuta alla noia è : “Fumava in modo così sexy che sembrava far l’amore con la sigaretta”.
Io non vidi nessuno del genere. Non capisco poi cosa abbiano da farneticare visto che non si è più fatto vedere. Chissà magari lo hanno pure inventato tanto da avere un pettegolezzo con cui farmi incuriosire, cosa tra l’altro impossibile, non può fregarmene di meno.
Hanno sicuramente intuito che tra me e Mike non è più una semplicissima amicizia. In particolar modo a Jessica è evidente che brucia moltissimo. Quando iniziai a lavorare qui, loro due erano molto affiatati ma con l’andare delle settimane vidi meno interesse da parte di lui e aumentare l’antipatia da parte di lei.
Ed eccomi qui, davanti al mio trolley con un totale vuoto in testa nello scegliere cosa portare. Che poi non è così difficile, sempre i soliti jeans, magliette, camice a quadri che adoro. Eppure mi sembra un’ impresa impossibile.
- ANGELAAAA!!! Aiuto!!!!
- Dio Bella mi vuoi far prendere un colpo, che c’è?!
- Aiutami a fare la valigia.
- Io? Sono in crisi con la mia…
- Grandioso!
- Invece, hai pensato se venire con noi?
- Con te e Ben? A fare il palo? Non ci penso proprio. Verrò con il mio caro vecchio Chevy!
- Ecco appunto, “Vecchio”, sei sicura?
- Sicurissima, è in perfetto stato.
- Non vieni con Mike?
- NO! … no! vengo da sola e lui ci raggiungerà dopodomani.
- Capito!...quindi tu e lui non avete ancora… insomma non vi siete nemmeno…. Baciati?
- Nooooo!! Angela!!! finiscila! E comunque non me la sento ancora.
- E lui?! Ti chiede niente?
- No, ho cercato di essere ben chiara e credo abbia capito, o almeno spero.
- Ti aspetta?
- Si
- Mi pare una bella cosa.
- Si
- Dai! metti in valigia la tua divisa giornaliera, un pigiama, lo spazzolino e???
- E? cosa?
- Come cosa, l’abito che abbiamo comprato, l’intimo adatto e le scarpe nuove!!! Guai a tè se li lasci qui.
- Arrrrgggghh!! Si signora!
- Così mi piaci. Io finisco la valigia e vado da Ben, domani mattina partiamo da casa sua, ti dispiace?
- No per niente, ci vediamo a F…Forks.
- Si, ci vediamo là. Sono orgogliosa di te!! Ma se per caso non te la senti di affrontare il viaggio sola chiamaci, ok? Nessun problema!
- Va bene. Grazie!
Ci salutiamo e mi lascia sola in camera. Dopo circa mezz’ora si riaffaccia alla porta, si assicura che non abbia cambiato idea sul viaggio, mi saluta di nuovo e se ne và. Io chiudo la mia valigia, sospiro e vado a letto. Domani sarà una giornata alquanto faticosa…. Non tanto per il viaggio ma per ciò che mi aspetterà all’arrivo.


Nessun commento:
Posta un commento