martedì 12 giugno 2012

- Benedizione o Maledizione - 16


Mi riporta a Casa Cullen. Arriviamo al parcheggio ormai vuoto, se ne sono andati tutti, è rimasto il mio Chevy. Non riesco ancora a credere a ciò che mi ha detto a First Beach. Ci siamo appena incontrati ma è come fossimo insieme da una vita. Forse sono in una dimensione parallela o roba del genere perché non credo ai miei occhi e alle mie orecchie. Lui è così maledettamente perfetto; è bellissimo, gentile e vuole me. Cosa veda in me non lo capisco e sono terrorizzata che dopo quello che gli ho raccontato, con il senno di poi, mi lasci stare. Sono troppo complicata, ho paura che non voglia perdere tempo con una persona così. Lui può avere tutte le donne che vuole, perché perdere tempo con una paranoica come la sottoscritta.
Quel segreto lo avevo custodito per così tanto tempo. Non avevo il coraggio di dirlo a nessuno e di conseguenza, soprattutto i ragazzi, non capivano il mio comportamento e naturalmente mi lasciavano già al primo appuntamento. Non è una cosa così semplice, ma con lui è uscito tutto in modo spontaneo. Anni di terapia con Angela non avevano portato a quasi nulla. E poi…. poi arriva Edward Cullen. Mi sembra di ritornare a respirare dopo anni di apnea.
Lui vuole aiutarmi anche se ho potuto notare nei suoi occhi tormento e preoccupazione.
Il cuore mi batte all’impazzata, non voglio allontanarmi da lui.

Mi aiuta a scendere dalla moto.

-          Eccoci qua, sei tutta bagnata, vuoi entrare ad asciugarti?
-          No, forse è meglio che rientri, mio padre si starà preoccupando, dirò che ho preso il temporale durante la passeggiata – vorrei eccome entrare ma devo farmi viva da Charlie altrimenti sono guai
-          Va bene….. dove ci vediamo più tardi?
-          Senti, mio padre non vuole che esca la sera, sola, sai dopo quello che mi è successo…
-          Certo, se hai cambiato idea ci possiamo vedere domani, anche se …
-          No, voglio vederti! – mi sorride divertito, l’ho detto forse con troppa enfasi


-          Mio padre esce a pesca stasera con amici e rimarrà fuori tutta la notte. Se ti và possiamo restare a casa mia…. A parlare un po’ -  sul suo viso un sorriso sghembo mi fa arrossire anche se subito dopo trova posto uno sguardo accigliato, sembra preoccupato, o deluso. Non riesco a capire cosa stia pensando.
-          Ok…. Dopo le 10 va bene?
-          Si…. Non vedo l’ora
-          Anch’io Bella.

Si avvicina così lentamente che credo non arrivi mai. Mi bacia di nuovo, mi mancava già la sua essenza. E’ dolce e delicato, sfiora le mie labbra, le assaggia con la lingua impercettibilmente, in modo da farmi impazzire. Mi alzo sulle punte dei piedi e con mia sorpresa, perché è da una vita che non lo faccio, sono io ad approfondire il nostro bacio. Con la mano sulla sua nuca, sfioro i capelli, li accarezzo. Lui geme leggermente e quel suono è soffocato nella mia bocca. Invece di spaventarmi e scappare terrorizzata come è sempre accaduto,  è benzina sul fuoco. Mi manca il respiro, lui mi stringe a se, sembriamo voler scomparire l’uno nel corpo dell’altra. La sua eccitazione non mi spaventa e nemmeno la mia, finalmente. Ma è lui a staccarsi per primo.

-          Scusami… non volevo… -  sembra dispiaciuto
-          No, Edward, scusami tu. Io… io non so cosa mi stia succedendo…
-          Dio Bella sei così ….
-          Così?
-          Meglio che vai ora…. Ci vediamo più tardi.
-          O…ok! – forse ho esagerato, magari crede mi sia inventata tutto visto che con lui non trovo la forza di tirarmi indietro. Sono la solita, rovino sempre tutto.

Entra in casa senza voltarsi. Credo lo voglia fare, per un secondo si ferma, ma non lo fa. Io entro in auto e mi dirigo verso casa. Nel mio cuore cresce un’angoscia che mi soffoca, mi schiaccia come un macigno. Forse mi son illusa. Sono confusa e mi viene da piangere.
Attendo con ansia l’arrivo delle 10. Ho il terrore che non venga, che non torni da me.

Ceno con mio padre. Non mi fa domande sulla giornata, e nemmeno sul mio aspetto preoccupato e ansioso. E’ abituato.
Chiamo Angela, anche perché mi avrà mandato non so quanti sms. Le racconto tutto, mi dice di stare attenta, di non fidarmi di lui, non è ciò che penso di vedere. Le dico che lo farò, di strare tranquilla. Credo sia arrabbiata con me, è la  prima volta che non siamo d’accordo e la cosa mi spaventa. Non voglio perdere Angela. Al mio ritorno ci chiariremo e tutto passerà…..lo spero. Mi dice che Mike è tornato a Seattle e che era arrabbiato e deluso. E come posso non essere d’accordo, lo sarei stata anch’io, sono una stronza egoista, ma non potevo fare diversamente.
Il mio mondo si è fermato nell’attimo esatto in cui ho incontrato quei dure cristalli azzurri. Ha cambiato forma, velocità, la mia realtà ora è mutata, nella mia vita ora c’è Edward. Niente sarà più come prima. Sarà la mia benedizione in questo mondo o la mia maledizione, il tempo lo deciderà.

Mio padre si prepara ed esce con tutta la sua attrezzatura e si riassicura che non abbia bisogno di nulla o di compagnia. Lo tranquillizzo.

Spero vivamente di non  rimanere sola questa notte. E’ in ritardo…

EdwardPOV*************

Esco di casa un attimo in ritardo solo per evitare di incrociarmi con Charlie. Lui sa bene chi sono e non mi stima di certo, visto pure quanto mi odio col figlio del suo migliore amico. Frequentare la figlia non è di certo una cosa che gli farà piacere.


Ho dimenticato di chiedere il cellulare di Isabella, spero non creda che mi sia dimenticato di lei. Ho contato i minuti dal momento che ci siamo salutati.



Dio quando mi ha baciato, con così tanta passione credevo di perdere il controllo.
Non pensavo lo facesse dopo ciò che mi ha raccontato ma… credo che tra noi ci sia una chimica che nemmeno lei capisca veramente.
Nei miei pantaloni era già festa, ci è mancato veramente poco che la prendessi seduta stante e la facessi mia sul vialetto di casa. Ma non con lei, sarebbe come riportarla indietro a quel suo maledetto giorno. Le ho promesso che l’avrei aiutata.
Pensare di essere solo con lei in casa sua non mi aiuta per niente. Sono terrorizzato dal mio carattere del cazzo, troppo istintivo e brutale che esce sempre inevitabilmente. Se lo faccio con lei è come se la uccidessi di nuovo. Sono sempre stato interessato solo a donne che volevano essere scopate e basta, e questo è sempre andato bene anche a me. Nessun coinvolgimento sentimentale. Era da anni che non baciavo una donna così intensamente e con così tanto piacere e voglia. Ma in Isabella ho visto molto di più. La desidero da morire ma devo tenere duro.
Si certo, duro come il mio Ej nei boxer…. Al solo pensiero di lei, di starle vicino, di baciarla, mi esplode di gioia. Metto una mano nei jeans e cerco di sistemarmi alla meglio.

<< Edward cerca di pensare a qualcosa di brutto, non ti puoi presentare da lei con un’erezione bella e pronta, ti chiuderebbe la porta in faccia. Capirebbe quale malato tu sia in realtà >>.

Forse dovrei lasciarla andare, sarebbe la cosa migliore, io non vado bene per lei. O forse con lei potrei ricominciare da capo…cazzo che casino!! E la devo smettere una buona volta di parlare da solo straCAZZO!

Parcheggio, capo Swan è uscito, bene!
Mi controllo il pacco, sembra tornato nella norma, abbastanza nella norma, bene! Mi guardo nello specchietto, pare stia apposto pure il ciuffo, apro un po’ la camicia, qualche bottone, sotto la maglia scura scollata a “v”, bene!
Suono.

***********************
BellaPOV

Apro la porta.
Indosso la tuta e una t-shirt semplice. Ho ribaltato l’armadio ma non avrei saputo cosa mettere. Ho i capelli ancora bagnati dalla doccia, la seconda doccia, sono un disastro, sono nervosa.
Dietro la porta mi appare un angelo e rimango folgorata. Come può essere ancora più bello di oggi pomeriggio. I suoi occhi, penetranti, dolci, cristallini. La sua bocca

dannatamente sexy semiaperta. Quell’accenno di barba bionda a contornarla così perfettamente.

-          Ciao – mi trema la voce -
-          Ciao angelo….
-          ……..
-          Posso entrare?
-          Ah! Scusa, si, certo, come no, prego

 << scema, cretina, imbranata>>

Ci guardiamo per alcuni minuti ,dopo che mi chiudo la porta d’ingresso alle spalle, e non so cosa dire, sono nel panico più totale.
Ci pensa Edward a rompere il ghiaccio…

Mi bacia

Di nuovo….

…. e ancora.

Mi bacia la bocca, la guancia, il collo, l’orecchio, il naso, la fronte e infine ancora le labbra. E mi respira come io respiro lui, come se volessimo imprimere i nostri odori nella mente per sempre.

-          mmmmm Bella….. – mi tremano le gambe, spero di non svenire, ma mi fa un effetto destabilizzante ogni volta che poggia la sua bocca su di me. Mi sembra di avere ancora 17 anni
-          Ed…Edward, credo di aver bisogno di un po’ d’acqua – si allontana da me quel poco che posso vederlo in viso, sta sorridendo -
-          Certo…. Berrei anch’io qualcosa
-          Birra?
-          Grazie

Ci sediamo sul divano.

-          E così suoni anche il pianoforte – cerco di iniziare una conversazione altrimenti …. altrimenti, mio dio non ci voglio pensare.
-          Si…. Mi ha insegnato mia madre Esme. Ho un talento naturale, non ho mai studiato conservatorio o altro.
-          Stupendo…. Io non so fare nulla di speciale
-          Tu sei speciale Isabella – ogni volta mi prende alla sprovvista con queste uscite e ogni volta mi blocca cuore e cervello -
-          Non dire così …. Io non sono nulla -
-          Sei bellissima quando arrossisci -
-          ……. Smettila, mi imbarazzi -
-          E’ la verità! – credo di essere porpora dalla vergogna, cambio discorso
-          A…allora, parlami di te….. su cosa stai lavorando, hai sempre abitato a Seattle? – siamo molto vicini, uno di fronte all’altro, sembra quasi che non possiamo evitare di respirare la stessa aria
-          Non ho sempre vissuto a Seattle. Sono nato a Chicago. Carlisle invece è di Forks, ha sempre abitato qui, la villa è del suo bisnonno. E’ per quello che, sebbene ora abitiamo a Seattle, non l’abbiamo venduta, non deluderebbe mai i suoi avi. E poi Esme è affezionata a quella casa, l’ha ristrutturata pezzo per pezzo.
-          Scusa se te lo chiedo, ma tu ed Alice siete gemelli? Mi pare di aver capito che avete entrambe la mia età…
-          No, io sono stato adottato dai Cullen, il mio nome originale è Edward Anthony Masen.
-          O… scusa, non volevo
Non scusarti, ci stavo arrivando, mi hai solo anticipato. Il mio vero padre morì durante la guerra del golfo, io ero piccolo, non ricordo molto. Mia madre, Elisabeth, visse nella convinzione che fosse solo disperso e che un giorno sarebbe ritornato da noi. Ma non fu mai così, non se ne convinse nemmeno quando ci riportarono la medaglia al valore sulla soglia di casa, non volle nemmeno partecipare al funerale militare. Ricordo solo me, con in braccio la bandiera americana ripiegata a dovere. Credo mi avesse fatto accompagnare da una vicina, un’amica, non ricordo. Mi sentivo solo, abbandonato, era una cosa più grande di me, non capivo cosa stesse succedendo. Questa cosa la distrusse piano piano da dentro e poi iniziò l’incubo anche per me. Ha iniziato a bere e alla fine perse anche il lavoro. Mi dimenticava a scuola sempre più spesso, rientravo da solo. Poi ho iniziato a vedere un sacco di uomini diversi che frequentavano casa, ogni giorno in ogni orario possibile. Non avevo idea di che sentimenti provare verso mia madre. La odiavo ma mi faceva pena. Un momento mi abbracciava e un attimo dopo mi mollava uno schiaffo. Ho iniziato ad arrangiarmi in tutto, anche a cucinare. Naturalmente col passare del tempo a scuola videro che qualcosa non andava, ero chiuso, solitario ed evidenti segni sul viso e braccia hanno fatto scattare l’allarme alle insegnanti. Così un bel giorno, alla porta di casa, sono apparsi i servizi sociali e mi portarono in istituto. Mia madre era strafatta e credo non si rese nemmeno conto che mi portarono via. E’ li che all’età di 8 anni incontrai mia madre Esme. Per lei è stato amore a prima vista. Mi seguì da subito ma io, di certo, non ero un bambino facile. Ero diventato duro, scontroso, sbalzi d’umore. Ma lei non demorse.Mi volle adottare e ce la fece. Esme era sposata con un certo Charles Evanson, abitavano a Vancouver. Con lui aveva avuto Alice. Era un violento, fece perdere il secondo figlio ad Esme, picchiava sia lei che Alice. Esme non riusciva a liberarsene, la minacciava, minacciava di far del male ad Alice. Ma poi trovò la forza di farlo e fuggì a Chicago da un‘amica. Qui Alice iniziò a manifestare i primi sintomi di un trauma psicologico e fisico e così Esme iniziò a frequentare lo studio medico di Carlisle. Fu un colpo di fulmine. Con il suo aiuto e ottimi avvocati si liberò di quello stronzo e si risposò con Carlisle. Ebbero Emmett. Esme era architetto ma non era mai riuscita a lavorare ed iniziò come assistente sociale ed il resto lo sai. Sai Bella non avevo mai raccontato a nessuno tutto questo, a quanto pare abbiamo qualcosa in comune.

-          Edward…. Non so cosa dire..
-          Non dire niente. Vieni qui, avvicinati, ho solo bisogno di tè.

Ci stringiamo, sul divano. I suoi occhi sono lucidi, deve aver sofferto molto, ma non chiedo altro. Credo di piangere silenziosamente anch’ io.
Rimaniamo così, uniti. Ripenso a tutto ciò che mi ha raccontato e chiudo gli occhi.
Sento il battito del suo cuore che mi culla nel sonno…e sogno di lui.
 

12 commenti:

  1. Che bellissimo...
    Tu mi fai vivere in un sogno, Ste!
    Ma... Non mi lascerai mica così, vero? Qui ci vuole il seguito in casa Swan, loro due soli... Un divano comodissimo, ecc...
    Brava pupa!

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    1. lui è comodo anco di più!! ahuahuah!! arriva presto, tranquilla!

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  2. CIAOOOO..STORIA MERAVIGLIOSA..E ROMANTICA PROPRIO COME PIACE A ME..GRAZIEUN ABBRACCIO MARIA.

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  3. Ammazza .. entrambi con alle spalle un passato pesante ... che dire ... Punto primo che mi scuso ancora per tutto il tempo che ho lasciato passare prima di leggerti. Punto secondo che ci ho perso io perché la tua storia è molto bella, articolata e piena di emozioni ... punto terzo che ora che mi sono messa in pari... non ti lascerò più! Bacio ! Cri.

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    1. lo sai che ti adoro Cri....non vedevo l'ora di sapere che ne pensavi. Mi emozioni tanto tu spero di ricambiare....bacio!!

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  4. Mamma mia tra tutti e due hanno un passato alle spalle triste, lui povero ha sofferto proprio tanto e adesso che si sono incontrati mi auguro che non si lascino più waooo waoo ho un nodo alla gola ....mannaggia a te..... bacione

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  5. Certo che ne hanno passato di tutti i colori ,l'importante è che adesso si sono incontrati ,si completano a vicenda .
    Ciao e alla prossima .

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  6. Sono come due anime allo sbando che si sono incontrate per volere del destino e si sono riconosciute subito, hanno entrambi notatato le ferite invisibili l'uno dell'altra e si sono aggrappati come se avessero capito da subito che potranno reciprocamente aiutarsi ad uscire dal baratro in cui hanno vissuto fino ad ora......almeno io li vedo così....se mi sbaglio (nel senso che il tuo intento è diverso) fammelo sapere, ciao.

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