giovedì 10 maggio 2012

- Bite Me - EdwardPOV - 05




Tanya è tutto il giorno che cerca di saltarmi addosso, lo capisco da come mi parla, da come mi guarda, da come si muove…addosso a me. La tengo sulla corda, mi eccita di più.
Devo provare i nuovi filtri per la mia reflex e lei non ha esitato un attimo a posare per me, d'altronde quale occasione migliore per rimanere in biancheria intima per il sottoscritto.
Fa la modella; con lei ho lavorato per una campagna pubblicitaria e per una rivista. E’ molto bella: bionda, occhi azzurri. Abbiamo provato ad uscire insieme, appunto, “provato” ma in nessuna di queste occasioni siamo riusciti ad arrivare al ristorante. Finivamo sempre per fare sesso in auto nel garage o addirittura già nell’ascensore. Meglio così, i ristoranti, i pub, mi innervosiscono….troppa gente.

Quando ho bisogno di farmi una bella scopata la chiamo con una scusa qualsiasi e lei arriva puntuale. Non avrà altro da me che quello, lei lo sa. Non voglio impegni fissi, non voglio restrizioni, voglio vivere la mia vita a modo mio.
Abito all’attico di un vecchio palazzo ristrutturato di Seattle. Mia madre Esme lo ha perfezionato per me. Ho un mio piccolo set fotografico nell’appartamento, così posso lavorare anche qui senza dover uscire. Non amo molto il contatto con la gente.
Esco in orari assurdi tanto per non incontrare qualcuno nell’ascensore o nell’ingresso del palazzo. Non ho la minima idea di chi mi abiti attorno.

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Provo a farle un po’ di scatti, ho bisogno di ispirazione per il mio progetto personale. Per quanto riguarda paesaggi, animali e natura sono apposto, ne ho di splendidi.
Tanya è bellissima, perfetta, ma è fredda, piatta.
Le foto, per quanto siano interessanti, non hanno la profondità che cerco. I suoi occhi non mi dicono ciò che voglio sentire. E’ come guardare un film con degli attori bellissimi ma con una pessima sceneggiatura e scarsa recitazione. Non funziona, non ti trasmette nulla.

La fotografia è il mio mondo. Vedere la natura nella sua essenza. Istantanee di vita, di ricordi.
Con la fotografia colgo il lato nascosto delle persone, non c’è nulla di meglio che una foto per leggere qualcuno. Amo molto immortalare i volti della gente, gli occhi sono lo specchio dell’anima no?  Io sono molto d’accordo.
A me basta uno sguardo, le parole sono così noiose, inutili e la maggior parte false. Ci vuole poco per capirsi al volo, i convenevoli li lascio a qualcun’altro.

Rinuncio a quello che cerco, con Tanya, non lo troverò mai. Sicuramente mi soddisfa di più su altri aspetti. Fare sesso con lei è soddisfacente, sa quello che voglio e parla poco.
Ripongo la strumentazione al suo posto e spengo le luci.

Le dico di aspettarmi in soggiorno.
Non si riveste, rimane con un completo Victoria Secret e tacchi Louboutin:

-          Non metterci troppo….. – mi dice - è tutto il giorno che ti aspetto! Ho posato per te, ora vorrei la mia ricompensa…

La raggiungo dopo pochi minuti. Lei è in ginocchio davanti al divano. Sbottona i miei jeans e li fa scorrere lungo le gambe, li sfilo e con essi le scarpe. Mi accarezza lentamente. Mi siedo, sono già eccitato. Rimango in boxer, divenuti stretti a causa della mia erezione. Mi tocca sopra la stoffa e sorride per quel che sente al di sotto di essa. Alzo leggermente il sedere tanto da permettergli di eliminare quell’inutile barriera di cotone. Appena li abbassa svetto come una torre. Prende la mia asta in mano e inizia a massaggiarmi con movimenti lenti…su e giù…….su e giù.


-          aaaahh sì piccola…..così…. – chiudo gli occhi

 BZZZZZ! BZZZZZ!
Mi squilla il telefono, vedo che è Alice, mia sorella. Dannazione! Proprio ora!

-          Devo rispondere…. se non lo faccio …aaahhh…mia sorella mi martella di chiamate con intervalli di 30 sec.  - le dico, però le faccio capire di non fermarsi. Mi sorride, a quanto pare la cosa le piace….
-          Pronto Alice! posso richiamarti, ho da fare…..
-          No Edward, sono Jasper ciao, scusa, ho il telefono scarico così ho approfittato di quello di tua sorella,ti disturbo per caso?
Maledizione!!
-          No! Nessun disturbo, sto  lavorando…”aaah!”
-          Stai bene amico? ti stai lamentando,sei sicuro che vada tutto bene!
-          SI, sto benissimo,cosa volevi? ….…”OOOOHH!” - cerco di coprire il telefono in modo da non far sentire a Jasper che sono in compagnia. Ma è troppo tardi, non è scemo e ci sente pure troppo bene. Tanya nel frattempo ha aumentato il ritmo e ci ha aggiunto pure la bocca, quindi…. -
-          Ok Edward ho capito, diciamo che è qualcun altro a lavorare “su di tè” ora…
-          Vaffanculo Jas! Muoviti ,che vuoi!?
-          Fottiti!
-          E’ quello che sto  facendo…sei invidioso!
-          Per niente, Alice…
-          Blablalbla non voglio sapere che fai con mia sorella. ALLORA?
-          Volevo solo dirti che stasera suoniamo al “Bite Me”, vuoi venire?
-          No… non posso… devo finire di … di sistemarmi i bozzetti per…per  la campagna
pubblicitaria….
-          Non pensare solo al lavoro. Dai una birra e via… vieni?
-          …………….
-          Edward?
-          Sììì! Cazzo si!!! … vengo ”oooohh!!”
-          Benissimo…che entusiasmo, così mi piaci. Ci troviamo lì alle 11.00 p.m. Ciao a dopo - riaggancia
-          No! Aspetta!!! Merda!
Non mi fa nemmeno replicare che mi chiude il telefono in faccia… Mi ha incastrato, sarà un’idea di mia sorella per farmi uscire, come sempre. Il problema è che non ho proprio voglia di andare da nessuna parte, e poi sono in buona compagnia. Non ho ancora finito con lei.

-          Problemi?! – mi chiede mentre ripulisce per bene con la lingua il suo bel lavoro.
-          Per niente. Forse dopo usciamo! – se non vado Alice mi stresserebbe a vita
-          Va bene, ci arriviamo all’auto stavolta?
-          Non serve. Il pub dove suona Jas è proprio qui all’angolo.
-          Ok….vado a fare una doccia, vieni con me?
-          No, ho da fare una cosa.
-          Ok! A tra poco – se ne va in bagno, sento l’acqua scorrere.

Questa telefonata mi ha davvero innervosito. Devo distrarmi un attimo, devo stare solo.

Visto che uso i rullini, è ancora il miglior modo di fare fotografia, mi dirigo verso la camera oscura per iniziare a svilupparli.
Sono nello studio fotografico ed entro nella stanza rossa.
Passano circa dieci minuti e non riesco a concentrarmi. Continuo ad armeggiare concludendo un bel niente.
Perché mi deve sempre risultare così complicato mettere il naso fuori di qui.
TOC! TOC! sento bussare alla porta. Dico a Tanya di entrare.
Le luci sono tutte spente, solo l’atmosfera soffusa della mia stanza per lo sviluppo.
Non faccio in tempo a chiederle cosa vuole che si avventa su di me sbattendomi al muro.


-                      Eh no piccola, ora tocca a me – le dico. la prendo per i polsi e la giro di schiena. Sono già duro di nuovo.
La faccio piegare in avanti e
appoggiare le mani al tavolo.
E’ nuda, appena uscita dalla doccia. Io ho solo i boxer.
Non faccio nemmeno la fatica di toglierli. Me li abbasso, apro il cassetto dove so di trovare i preservativi, ne tengo sempre un po’ ovunque, lo infilo e la penetro da dietro con un colpo secco. Non le do nemmeno il tempo di riprendere fiato. Affondo duramente a ritmo serrato e a lei piace. Se non fosse così non tornerebbe ogni volta che la chiamo.
Cerco di sfogare la mia tensione, sto sudando, qui dentro fa un caldo assurdo, ma non importa.
Aumento il ritmo e sono al limite. Appena sfioro la sua eccitazione sento le sue contrazioni e urla. Ancora due lunghe spinte e vengo anch’ io.

Esco velocemente da lei. Voglio farmi una doccia fredda. Mi volto e mentre esco dalla stanza  le dico:

-          Preparati, usciamo!.
-          Sei…sei sicuro? Se vuoi possiamo rimanere qui ancora un po’..
-          Non discutere, decido io quello che voglio fare ok? Non ne hai mai abbastanza, cazzo! Se non ti và puoi pure andartene a casa a masturbarti da sola!
-          D’accordo.. – è incazzata
-          Bene! – non me ne frega un cazzo
-          D’accordo.. me ne vado a casa!, stronzo! E non disturbarti a richiamare la prossima volta, fottiti da solo!
-          Perfetto! Addio!



Non la guardo rivestirsi ed andarsene, sento solo la porta sbattere all’ingresso. Io sono già sotto la doccia.
La cosa non mi turba per niente.
Mentre l’acqua scorre su di me, cerco di rilassarmi. Stasera mi riesce difficile qualsiasi cosa. E i miei sbalzi d’ umore non mi aiutano.
Mi preparo ed esco, sono quasi le undici. Arrivo dopo poco al “Bite Me”.
E’ pieno di gente e Jasper sta suonando.
Non mi vede, meglio così.
Mi sento già soffocare.
Cerco mia sorella Alice ma non la vedo. A quanto pare non è venuta.
<< grazie sorellina >> - penso

Sto per andarmene, tutto questo non lo sopporto.

-          Ciao, vuoi da bere?

Ecco lo sapevo, sono una calamita per le ragazze, mi volto, è la cameriera.

-          No grazie, stavo per andare via.
-          Ma sei appena entrato, io sono Jessica, piacere, vuoi una birra?
Questa parla già troppo per i miei gusti ed ha una voce irritante.

-          Ho detto No-Grazie!
-          Come ti chiami? Sei di qui? Se vuoi c’è un tavolo libero laggiù. Stasera abbiamo un gruppo strepitoso che suona e….
-          Senti la interrompo bruscamente - sono stanco, devo andare! Finiscila!
-          O…ok, scusa…se cambi idea sono qui…
-          Certo, come no

Esco da quell’inferno. Vedo Jas andare in pausa e sedersi al bancone del bar. Mi accendo una sigaretta e quando rialzo la testa sta parlando con qualcuno anzi qualcuna mentre beve una birra. Non vedo bene chi sia perché lui mi copre la visuale. Se si azzarda a tradire mia sorella gliela faccio pagare cara. 
Mentre chiacchiera capisco che mi sta cercando con lo sguardo, lo conosco bene.
Per sicurezza, meglio che me ne vada, ha una vista micidiale. Domani mi sente, voglio proprio sapere con chi diavolo parlava.
Finisco la sigaretta e mentre sono sulla via di casa chiamo mia sorella.

-          Pronto?- risponde al primo squillo come al suo solito
-          Alice! Non farmi mai più scherzi di questo tipo!
-          Ciao fratellone, non so di che cavolo stai parlando ma visto che mi hai chiamato, devo chiederti un grosso favore e…..
Comincia a parlarmi a dirotto. E’ un genio a cambiare argomento e io ci casco sempre.
-          Ok ! ok! Senti, ne possiamo parlare domani? Ho un gran mal di testa. Non vedo l’ora di andarmene a letto, scusa!
-          Certo! Ti chiamo io domani….notte.
-          Notte sorellina! Un bacio.

Avevo bisogno di sentirla anche solo per poche parole. Lei è il mio placebo. E’ sempre come un fiume in piena, ma è l’unica a cui concedo vagonate di parole. Ho bisogno di sentirla con me. Senza di lei sarei perso, finito.
Che sia stata o no una sua idea quella di farmi invitare, sicuramente sapeva che sarei dovuto essere con Jasper ma non ha fatto domande sul perché non fossi con lui o se ci fossi andato. E’ per questo che le voglio così bene, lei sa quando chiedere o cosa chiedere. Sembra quasi prevedere le mie mosse o ciò che dico. Ma è altrettanto brava a farmi fare quello che vuole quando siamo insieme o parliamo. Infatti, credo di averle detto di “sì” a qualcosa prima, a un certo favore che vuole da me.
Me l’ha fatta di nuovo quel folletto dispettoso.


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PREMETTO CHE NON SO MOLTO SULLA FOTOGRAFIA E MACCHINE FOTOGRAFICHE QUINDI CHIEDO SCUSA SE DIRO' SCIOCCHEZZE A RIGUARDO.

3 commenti:

  1. Muahahah!!! Io mi stavo scompisciando a pensare Edward al telefono con Jasper, mentre...
    Hihihihi!!! Proprio da lui!!!
    Brava Stefyyy!!!!!!!

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  2. ahuahuah bene ha reso l'idea spero!!

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  3. Alla faccia se l'hai resa!!!Ho avuti certi flash........... *_______*

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