venerdì 11 maggio 2012

- Forks - 08


Arrivo a Forks nel tardo pomeriggio, il viaggio è stato stranamente rilassante. ho ascoltato la mia musica preferita, ho cercato di non pensare troppo al passato ma solo al presente. Riabbraccerò papà, questo è quello che conta, non vedo l’ora.
Più mi avvicinavo a casa però e più il cielo si stava appesantendo di nuvole grigio scuro. Un po’ come la mia anima. Con tutta la buona volontà che ci posso aver messo per non agitarmi, per non pensare, il nodo allo stomaco che preme e fa male è tornato, credo sia inevitabile.
Mi fermo davanti casa Swan. I freni del Chevy stridono pesantemente, devo decidermi a farli sistemare.
L’auto della polizia è nel vialetto, mi sta aspettando e sicuramente col mio “silenzioso” arrivo sarà già dietro la porta.

<< Respira Bella….respira….>> cerco di calmarmi il più possibile ma il turbine di emozioni è piuttosto forte. Devo resistere, devo farlo anche per mio padre.

Non faccio in tempo ad arrivare alla porta che si spalanca e Charlie mi abbraccia così forte che sto soffocando.

- Papà……-
- Bella……sei qui-

Le nostre parole si sentono a malapena, un po’ perché le sussurriamo e un po’ perche siamo così vicini che i nostri visi sono sprofondati uno nel corpo dell’altra.
Rimaniamo sulla soglia di casa non so per quanti minuti.
Il rumore della pioggia che ha iniziato a cadere sottile e pungente ci risveglia da quel torpore….

-          Meglio che entriamo Bella-
-          Sì, prendo la valigia-
-          Lascia, faccio io, entra o ti bagnerai tutta come un pulcino….E domani darò un’occhiata a quei freni.
-          Grazie papà….

Entriamo in casa.
Torna quel classico imbarazzo tra padre e figlia che tra noi c’è sempre stato. Sembra tutto così naturale ma anche così strano. E’ come fossi arrivata qui per le mie vacanze estive, come accadeva un po’ di anni fa. Quest’illusione mi piace e me la godo per quel poco che durerà.
Il viso di mio padre sembra preoccupato ma non riesco a capire se è per il mio arrivo, per quello che ci aspetta o per qualcosa che deve dirmi. E’ silenzioso….troppo silenzioso. Ci accomodiamo sul divano.


-          Cosa c’è?!Devi dirmi qualcosa papà? 
sospira pesantemente – Forse sì, insomma non so se …. oppure…-
-          Ora mi preoccupi sul serio, se è per me papà credimi sto meglio del previsto e ora sono un po’ stanca e… – cerco di cambiare discorso, non riuscirei a sostenere un dialogo logico in questo momento, non sono pronta. Mi alzo.
-          S..sì certo, scusa….certo che sei stanca, vai a riposare. Ordino la pizza per cena va bene?
-          Benissimo papà, scusami davvero. Avremo tempo anche per parlare dopo.

Lo bacio sulla guancia e salgo verso camera mia. A metà scala mi volto, ha ancora il volto un po’ corrucciato. Si accorge che lo sto fissando e mi sorride come nulla fosse. Penso che non è niente di che, sarà solo un po’ scosso da tutto questo come lo sono io. Domani sarà già una giornata durissima e non è il caso di farmi più problemi del dovuto.

Ceniamo in silenzio e guardiamo un film insieme. Tutto normale e sembra sereno. Meglio così, sono io che mi faccio sempre troppe domande.
 
Sono di nuovo in camera. Mi faccio una doccia calda, metto il pigiama e sistemo alla meglio le mie cose. Fisso il mio abito nuovo. Accidenti non posso essere terrorizzata pure da un vestito. Lo metto nell’armadio, ci penserò domani.

Mi rigiro nel letto per un tempo indefinito. Quando finalmente mi addormento faccio un sogno molto strano come il mio solito ma, a differenza delle altre notti, è un bel sogno.

Mi ritrovo in una radura fiorita e c’è il sole. A Forks è una cosa inusuale, sicuramente è un sogno. Sono sola ma sento una presenza attorno a me, però non vedo nessuno. Cerco con lo sguardo ma nulla. A differenza delle altre volte questa sensazione è di pace e non opprimente. Sono felice. Ad un tratto sento qualcuno toccarmi tra il collo e la spalla e spostare una ciocca di capelli. Sorrido, non ho paura. Sento una voce dolcissima che mi sussurra all’orecchio:
<< Bella…>>
Sento nettamente il corpo ricoprirsi di brividi. Sto per voltarmi….

DRIN! DRIN! DRIN!...la sveglia, ho dimenticato di metterla in modalità radiofonica, dannazione.
Scatto come una molla sul letto. Il cuore mi batte all’impazzata forse per il risveglio improvviso o per “lui”…era un “lui”?... Respiro profondamente e mi ributto all’indietro sul cuscino. Ripenso al sogno ma è tutto confuso.
<< Chi era?>>  penso
In effetti, mi sembra che nel sogno fosse qualcuno che conoscessi bene, non avevo paura………ma niente, nessun volto e già quella voce è sbiadita nella mia mente. Più mi sforzo di ricordare e più svanisce.

BZZZZZ! BZZZZZ! BZZZZZ! – è Angela

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PICCOLO CAPITOLO DI PASSAGGIO. ABBIATE PAZIENZA QUESTE DUE ANIME SI INCONTRERANNO.

4 commenti:

  1. Nuuuuuuuuuuuuuu!!!!!!!! Stefyyyy!!!!!!! Fai incontrare ste due povere Anime... Ne han bisogno!!! E poi io voglio vedere il fotografo sexy all'opera!!!!

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  2. No! La pazienza è finita nel 1986!!!! haahhahaahahahahha!!! ok ok, dai, ci stava il capitolo, e non è tanto di passaggio perchè c'è il sogno di lei che è importante, è un sogno che le lascia quella sensazione... proprio come quella che lascia a noi Robbè, un sogno appunto!!

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    1. Già.....nn manca molto!! oggi ho scritto l'incontro !!

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