venerdì 11 maggio 2012

- Il Matrimonio - EdwardPOV - 09


4 Luglio….

Mi sveglio che sono appena le otto del mattino e per le mie abitudini è ancora troppo presto. La levataccia ed il viaggio del giorno prima non mi hanno aiutato di certo. Sbadiglio e gli occhi mi si chiudono automaticamente, ma un altro colpo rumoroso in giardino mi fa sobbalzare. E’ impossibile rimanere a letto con tutto il trambusto che gira per casa.
Mia sorella Alice, all’arrivo mio e di nostro padre, mi aveva avvertito che la mattina ci sarebbe stato un bel po’ da fare, ma cazzo che casino, qui c’è gente che ha voglia di riposare. E ripensando per chi è tutto questo disturbo mi vengono i conati.
Mi alzo, ho solo una t-shirt bianca e i miei boxer. Vado alla finestra e vedo un casino di gente che traffica in giardino con sedie e quant’altro ed Alice che tutta indaffarata da le direttive. Sembra sentire il mio sguardo ed alza gli occhi verso la mia finestra, mi vede e facendo segno col dito al suo polso mi intima di scendere. Apro l’infisso ed esco sul balcone, in mutande. C’è chi apprezza lo spettacolo ed Alice mi uccide con lo sguardo.

-          Alice, cos’è tutto questo casino?! Stavo cercando di dormire
-          Lo vedo!!! ..Edward ti muovi e scendi a darmi una mano?
-          Adesso?-  adoro farla arrabbiare
-          Scansafatiche dormiglione, scendi subito, ho bisogno di te, hai promesso, ricordi?
-          Se scendo ora le signore presenti potrebbero avere un mancamento… - e fisso l’addetta ai fiori accanto a lei. Mi passo la mano tra i capelli in modo lento e credo che stia per svenire. Sorrido e lei è a bocca aperta. E’ carina e se non se ne va subito le potrei far aprire anche qualcosa d’altro.
-          Smettila di fare il cascamorto e scendi
-          Faccio una doccia, colazione e scendo, dammi un quarto d’ora
-          Ok!! E fratellone?
-          Si?!
-          Ricordati di indossare i pantaloni….

Vedo che Alice cerca di riportare alla realtà la ragazza che ancora guarda nella mia direzione. Mentre rientro le faccio capire con il mio sguardo, studiato in anni di esperienza con mia modestia, cosa le aspetta più tardi e lei non ha esitazioni, mi mima con le labbra un “A dopo”. Bene almeno non sarà tutto una noia ed Ej qui sotto sembra d’accordo con me. Anzi è troppo esultante a quanto pare ed è meglio fare la doccia fredda.
Scendo in cucina, mi appoggio allo stipite della porta e osservo mia madre Esme. E’ sempre sorridente anche se prepara una semplice omelette. Il profumo è delizioso e il mio stomaco rumoreggia sonoramente.

-          Buongiorno mamma – le do un piccolo bacio a fior di guancia
-          Ciao amore mio, dormito bene?- mi accarezza dolcemente
-          Certo..mmmmm, che profumino
-          Ti ho preparato la tua colazione preferita, Omelette al prosciutto e spremuta di arancia rossa
-          Sei la mamma migliore del mondo.
-          Si si certo…. Muoviti che Alice ti aspetta fuori
-          Lo so..…Emmett?
-          E’ con lei, manchi solo tu, e…
-          E?
-          Sono felice che tu sia qui Edward- mi guarda con due occhi al limite della commozione e so che se non la fermo immediatamente il pianto è assicurato.
-          Mamma….ti prego…
-          Shhhh si si scusa, basta smancerie….su, mangia alla svelta, lo sai che tua sorella diventa insopportabile se non riesce a fare ciò che vuole.
Eccome se lo so. Spazzolo il piatto in pochissimi minuti e mi dirigo sul retro, in giardino. Appena esco mio fratello Emmett mi salta addosso. Ci abbracciamo . E’ da un po’ che non ci vediamo. Si è sposato da poco con Rose, la sorella gemella di Jas e tra la luna di miele, il trasloco e tutto il resto non abbiamo più avuto tempo di stare insieme.
Alice arriva puntuale ad interromperci:

-          Hey voi due quando avete finito con le vostre scemenze avrei bisogno di un aiuto per sistemare il gazebo!!!
-          Agli ordini capo!! – lo diciamo all’unisono.
-          Scemi impenitenti, andiamo!

Prepariamo tutto al millimetro. Alice ed Esme hanno una capacità di organizzazione inimitabile. Alice non poteva che diventare una Wedding Planner impeccabile, e coinvolgerci tutti quanti come il suo solito quando gli eventi si devono svolgere a Villa Cullen.

Arriva anche la piccola orchestra che suonerà durante la cerimonia ed il Dj. Mi accordo con loro sulle musiche e come sistemare le apparecchiature, il pianoforte e gli altri strumenti.

Studio la luce per le fotografie e faccio qualche scatto con la digitale per avere già una certa visuale del risultato. E’ una bella giornata, cosa rara qui a Forks.
E per fortuna direi, visto che devo lavorare e fare foto con la pioggia e l’umidità non è il massimo del piacere. La luce poi risulta opaca, spenta, non di certo adatta per un matrimonio. Invece il sole che filtra tra gli alberi è perfetto, dona tonalità uniche.
Peccato che tutto sia sprecato per Black!

Sono tutto sudato visto che Alice ha usato me ed Emmet come schiavi per ogni tipo di spostamento e montaggio ed è meglio che salga in camera a cambiarmi, stanno già arrivando i primi invitati. Ma la cravatta se la scorda mia sorella, è già tanto che metta i jeans puliti.
Mentre salgo le scale guardo dalla vetrata e il lato del parco adibito a parcheggio è un susseguirsi di auto in movimento ….E a me sta arrivando un gran mal di testa.
Entro in camera mia e il mal di testa mi scompare all’istante quando vedo chi mi aspetta all’interno. Non mi chiedo neppure come abbia fatto a trovare la mia stanza. La ragazza dei fiori che era accanto ad Alice prima, è qui davanti a me. Mentre mi tolgo la maglia sudata e rimango a petto nudo mi avvicino e la saluto.

-          Ciao….
-          Sono Irina!
-          Ciao Irina, stavo per farmi una doccia, avevi bisogno di qualcosa?
-          Veramente credevo fossi tu a volere qualcosa da me… - e mi sta squadrando da capo a piedi
-          In effetti hai ragione …. -  e le sbottono la camicetta, ha due gran belle tette direi, ci sarà da divertirsi.
-          Senti, ci sarebbe però la mia collega giù all‘ingresso tutta sola, ti dispiace se la facciamo salire? Non vorrei si offendesse. – grandioso una cosa a tre
-          Ceeerto…. Ma non ho molto tempo, devo prepararmi per la cerimonia
-          Nessun problema -  e manda un sms alla sua amica.
Bussano.
-          Ciao, io sono Kate… -  due bionde, cazzo che fortuna! E il mio di cazzo non sta più nelle mutande
-          Entra – le dico -e chiudi a chiave per favore

Poche parole e molti fatti. Bene. Irina mi toglie i pantaloni e con loro pure i boxer. Guarda la mia erezione e le si illuminano gli occhi. (Certo cara è grosso e lungo e rimangono tutte così appena lo vedono). Mi spinge sul letto e rimango a guardare loro due che si spogliano a vicenda. Si baciano. Si toccano…. E mi guardano. Ho poco tempo ed è un bene perché se vanno avanti così duro veramente un nano secondo. Irina me la ritrovo tra le gambe e porca puttana se ci sa fare con la bocca. Kate invece si mette a gambe aperte direttamente sulla mia faccia e non si fa pregare due volte su ciò che vuole. La mia lingua sa fare molte cose e non le risparmio nulla. Spero non ci sia nessuno al piano di sopra che gironzola per il corridoio, sentirebbero un bello spettacolo. Kate geme come un’ossessa e Irina sembra voglia mangiarmelo. Siamo così eccitati che dopo pochi minuti le vengo in bocca e lei si inghiottisce tutto ed appena Kate sente il mio orgasmo, viene e le soffoco un grido con le mani. Mia madre ha il radar per certe cose. Ma ho ancora 10 minuti quindi apro il mio cassetto del comodino e tiro fuori un preservativo. Irina e Kate mi guardano anche un po’ meravigliate.

-          Si bambine, ne ho ancora per tutte e due. Irina, mettiti in ginocchio.

Lo fa, obbedisce senza nemmeno fiatare. Appoggia le mani sul letto. Bene. Infilo il preservativo e la penetro da dietro senza tanti preliminari, sento benissimo che non ne ha affatto bisogno. Vado veloce e Kate ci guarda e si tocca. (Brava bambina tieniti pronta). Spinte secche e veloci …
-          ah..ah..ah!! – vado molto veloce e affondo ancora….ancora….ancora! Non devo nemmeno toccarla e Irina ha un lungo e soddisfacente orgasmo.
Esco da lei ed entro in Kate e spingo anche in lei….forte, duro. Le lecco i capezzoli e succhio ed anche lei, in pochi minuti, viene ed io con lei dopo altre due lunghe spinte.
-          Aaaahhhh!! – inarco la schiena e mi svuoto tutto, di nuovo.

Ora si che mi serve una doccia. Dico loro di rivestirsi in fretta e di andarsene prima che mia sorella venga a vedere dove sono finito. Rimangono un po’ deluse anche perché lo faccio con tono assente e disinteressato. Cosa vogliono coccole post rapporto? Escono dalla stanza in silenzio e io mi preparo. Sono in tempo comunque. Mi lavo, mi vesto e scendo. Ho tempo anche per fumarmi una sigaretta in santa pace. Dalla vetrata del salotto vedo Jacob che discute con qualcuno. La ragazza è di spalle ma da come singhiozza sembra sconvolta. Non lo so il perché ma istintivamente vado a vedere cosa succede. Sento un certo istinto di protezione verso quella ragazza che non vedo nemmeno in faccia ma è più forte di me e la cosa mi spaventa pure un po’.
Da quando mi frega dei casini di Black. Dovrei stargli alla larga ma vengo attirato in quella direzione come una calamita. Li raggiungo.
 
 
 
 
 

3 commenti:

  1. vero portento questo cullen,nn scherza mica si da fare seriamente sicuramente è un duracell ahahahah, black sta attento ad edward ti intossica il matrimonio. baci stefy

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    1. baci Mary..... che bello posso sfogarmi ad insultare Jacob....è liberatorio

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  2. Oh my Edward!!!! Stefy!!! Ma sei tu??? Proprio tu??? E dici a me???? Poi non te l'ho ancora detto .. e mi scuso .. ma le foto ... ohhhhhhhh Grande tesò!

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